RIPATRANSONE – Con un interessante iniziativa i giovani tornano a far sentire la loro voce a Ripatransone: nel pomeriggio di sabato 18 febbraio, nella sala di rappresentanza del Comune, si è tenuto il convegno “Legalità e sicurezza sociale. Due facce della stessa medaglia”.
L’incontro è stato organizzato da Maurizio De Angelis, Assessore alle Politiche Giovanili, con l’aiuto di Stefania Santarelli, della Cooperativa Nuova Ricerca Agenzia Res, ma soprattutto ha visto protagonisti un gruppo di giovani attivi da diverso tempo nel comune ripano.
Un incontro ben congegnato, dunque, in cui sono stati coinvolti anche esperti che si trovano impegnati quotidianamente a garantire la legalità e la sicurezza sociale: Paolo D’Erasmo, sindaco di Ripatransone, Domenico Princigalli, Comandante della Caserma dei Carabinieri di Ripatransone, Michelino Michetti, Presidente della Banca di Ripatransone, Carlo Piegallini, Docente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, e Cristina Perozzi, Avvocato del Foro di Fermo.
Anche la cittadinanza ha risposto con entusiasmo all’evento, partecipando in gran numero e creando l’occasione per un vero e proprio “convegno interrativo”, che ha visto confrontarsi diverse realtà sociali (giovani, cittadini, autorità). A favorire questa preziosa interazione è stata anche l’idea di disporre circolarmente le sedie, in modo da evitare lo “stacco” fra il pubblico e i relatori.
Il convegno si è sviluppato intorno a nodi problematici tipici del nostro tempo, alle ultime (scandolose) vicende politiche ed economiche del panorama italiano. Insomma, l’idea è stata quella di stimolare e provocare il pubblico a riflettere intorno ai grandi temi che rischiano di diventare di giorno in giorno incubo e paura collettiva. Come vivere in mezzo agli altri? Come salvaguardare la propria proprietà? Come comportarsi, ma soprattutto come vivere la legge? Pretendere sicurezza, sociale e personale, è al giorno d’oggi una mera chimera o piuttosto è un diritto da difendere/conquistare con i denti?
Dare risposte facili su questioni di grande rilevanza è impossibile: sono stati bravi gli organizzatori del convegno a non scivolare in questo errore e allo stesso tempo rilevante è stata la capacità di coinvolgere nella discussione tutto il pubblico presente. Iniziare a riflettere è un primo passo per migliorare questa nostra “strana” società, se poi sono i giovani a farlo per primi non possiamo che essere ottimisti per il nostro futuro.

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