SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 19 febbraio, Samb-Ravenna è il delicato match salvezza valevole per la giornata numero ventitre. Non c’è, come prevedibile, il pubblico delle grandi occasioni, nonostante una giornata di sole quasi primaverile – i dati ufficiali parlano di 3.028 presenze -; qualche vuoto anche in curva Nord, dove peraltro lo zoccolo duro del tifo rossoblu si compatta a centro settore, colorandosi con bandieroni, bandierine e stendardi. Molto vivace, al solito, lo spicchio occupato dal 1977.
Al momento dell’entrata sul terreno di gioco dei calciatori la Cioffi, è dedicato proprio a quest’ultimo, il primo coro della giornata, si cimenta in una bella cartata.
La dirimpettaia curva sud, animata da una cinquantina di sostenitori del Ravenna, con al seguito gli striscioni Ultras, Viking, Vecchi Leoni, Imbirrati, Diffidati e Porkys Group 1985. Qualche bandierina giallorossa e il messaggio su carta “Critiche per una curva deserta verso gli unici presenti in trasferta? (riferito alla protesta messa in atto dalla Nord romagnola in occasione delle gare casalinghe) completano il quadro di inizio partita. Abbastanza compatti, alterneranno, nel corso dei 90 minuti, manate a cori spezzati, ma spesso difettano in continuità.
La curva di casa, che invita i propri giocatori a tirare fuori gli attributi, parte abbastanza forte, per poi assopirsi col trascorrere dei minuti, tanto che talvolta il rullio dei tamburi copre i cori rossoblu. Assolutamente da lodare comunque la coesione con la quale il 12° rivierasco spinge la Samb verso una vittoria davvero fondamentale quest’oggi.
Si va avanti così, tra momenti di maggiore intensità e altri molto più compassati – l’incontro, brutto e pieno di errori, invoglia semmai a starsene con le mani in mano – sino alla fine del primo tempo. I romagnoli, cercano di sfruttare le rare pause cui si rendono protagonisti i padroni di casa, mentre nella Cioffi, il 1977 accende un paio di torce.
La ripresa si apre con un paio di striscioni srotolati dagli ultras marchigiani; uno all’indirizzo di Paolo, tifoso bresciano entrato in coma lo scorso settembre, nel prepartita di un Verona-Brescia, balzato agli onori della cronaca per i furenti incidenti tra i sostenitori delle rondinelle e le forze dell’ordine; l’altro invece solidale nei confronti di Abram, l’ultras dell’Ancona arrestato in seguito all’episodio che ha visto protagonisti la curva dorica e il pullman dei giocatori biancorossi.
Il sostegno della Nord è al solito molto generoso, ma la gara, tirata, nervosa, a tratti inguardabile, non aiuta i tifosi rivieraschi. Risultato: il tifo del settore più caldo dell’impianto marchigiano non riesce mai veramente a decollare, pur denotando, nei momenti topici, una discreta intensità. L’ultimo quarto d’ora però, con la Samb protesa in avanti, ma incapace di creare occasioni da rete degne di tale nome, è caratterizzato da un’alternanza di cori di protesta e fischi inviperiti all’indirizzo di mister Giannini e della sua squadra.
Arrivano poi gli ultimi minuti di gara. Dopo la quale se ne gioca un’altra. Molto più brutta, molto più concitata. Da una parte i tifosi, dall’altra Soldini. Ne rendiamo conto a parte. Sipario.

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