SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una questione di pari trattamento e di soldi: sono i motivi per i quali i piccoli operatori del Centro agroalimentare di San Benedetto tornano sulla questione della vendita di due immobili alle ditte Sabelli e Cash & Carry decisa dal consiglio d’amministrazione del Centro e dai soci pubblici.
Il presidente del Comitato ittico e del Comitato operatori agroalimentare, Francesco Marcheggiani, torna a chiedere come mai la vendita non sia stata effettuata tramite un’asta pubblica. Lo fa in una lettera che ha inviato lunedì 13 febbraio al cda, al presidente della provincia Massimo Rossi (che nei giorni scorsi aveva difeso le ragioni di quella vendita), al commissario straordinario del comune di San Benedetto Iappelli.
Marcheggiani ribadisce che i piccoli operatori avevano proposto sin dal 2002 un aumento di capitale di quattro milioni di euro (ma di fatto quello che scadeva nell’estate 2005 non è stato sottoscritto). E chiede che la possibilità di acquistare gli immobili per i quali pagano canoni di affitto venga offerta oggi a tutti gli altri operatori, e non nel 2010 come proposto da Rossi. Anche per evitare due rischi: che il prezzo non aumenti; e che tra quattro anni i soci non abbiano più intenzione di vendere.
In alternativa ad una vendita immediata, conclude Marcheggiani, gli affitti stessi andrebbero annullati già a partire dal 1 gennaio 2006.

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