SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ospedale unico di vallata è oggi poco più che allo stato di nebulosa. La nuova struttura dovrebbe accorpare un giorno quelli di Ascoli e San Benedetto, con reparti di eccellenza regionale, mentre nelle due città resterebbe il servizio – letterale – di pronto soccorso o primo intervento.
Alleanza nazionale interviene nel dibattito tramite il componente del direttivo (e rappresentante del sindacato Ugl) Benito Rossi, che chiede di curare invece le “criticità? dell’attuale ospedale civile, elencandole.
Tra le altre, la concorrenzialità con il privato, anche per contrastare il ricorso dei sambenedettesi ad altre strutture ospedaliere, specie fuori regione (mobilità passiva). Rossi chiede inoltre l’incremento dell’assistenza domiciliare, anche per limitare i ricoveri cosiddetti impropri; e di utilizzare “tutti gli strumenti normativi al fine di abbattere le lungaggini delle liste di attesa?. Indi la verifica dell’assistenza nelle strutture residenziali per anziani (Rsa) e l’incremento dell’educazione sanitaria “per un corretto uso della struttura sanitaria?.
Esempi, con domande: “perché – si chiede Rossi – un cittadino della Zona 12 deve fare l’angioplastica d’urgenza in Ancona dopo un’ora e mezza di Ambulanza? Perché non prevedere una cardiochirurgia nella provincia di Ascoli? Perché San Benedetto non può avere l’emodinamica??. Sulla neurochirurgia Rossi ricorda che attualmente gli interventi per l’ernia al disco sono effettuati da un’équipe di Ancona, che quindi, a suo dire, non offre “un servizio strutturato?.

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