GROTTAMMARE – Negli ultimi numeri del nostro settimanale del 2005 ci siamo occupati dettagliatamente della questione, che, per ora, riassumiamo in poche righe: nel 1867 l’avvocato Giuseppe Ottaviani lascia i suoi beni alla suddetta istituzione con lo scopo precipuo ed unico di provvedere alla istituzione delle fanciulle povere di Grottammare comprese tra i 6 e i 14 anni.
Ottaviani prescrisse anche nel suo testamento che il patrimonio fosse devoluto ai discendenti delle famiglie Morici o Vinci di Fermo nel caso in cui l’Istituzione “non fosse ammessa dal Governo e dalle leggi vigenti?, mentre nei casi in cui “l’Istituzione si fosse deviata dallo scopo prefissomi?, oppure “si cambiasse la casa da chiunque ne avesse potere?, oppure “si effettuasse la vendita o la permuta di alcuni de’ miei fondi rustici, di detta Casa e del Giardino presso Sant’Agostino?, allora il patrimonio doveva essere devoluto al Comune di San Benedetto del Tronto.
Il testamento di Ottaviani prevedeva che “qualunque di questi quattro casi si verifichi, e in qualsiasi tempo si verifichi, la Istituzione debba ritenersi per nulla in vita e come non fatta, volendo e disponendo che la caducità s’incorra ipso facto, senza alcuna purgazione di mora e senza interpellazione?.
Più chiaro di così. Almeno per noi.

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