SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il titolo del convegno era “Quale sanità dobbiamo attenderci?? e non si può dire che siano mancate le risposte. Iniziativa che si è svolta sabato 11 febbraio nella sala convegni dell’ospedale civile di San Benedetto, organizzata da Cittadinanzattiva, che quest’anno festeggia i 25 anni dalla fondazione, e dalla sua sezione Tribunale per i diritti del malato, presente da 11 anni all’interno dell’ospedale stesso. Presente tra gli altri il direttore generale della Asur, dott. Antonio Aprile.
Tre delle risposte erano state anticipate al nostro giornale in edicola (Riviera Oggi) dal dott. Maurizio Belligoni, direttore della Asur 12: entro la prima decade di marzo verrà inaugurata la nuova risonanza magnetica all’ospedale. Le altre due entro un anno e mezzo: riorganizzazione del livello -2 dell’ospedale, con la creazione del reparto di “medicina d’urgenza?. E il progetto di “assistenza al trauma grave?, con assunzioni in radiologia e creazione di una “guardia anestesiologica?.
Tre risposte anche da parte del vicepresidente della regione Luciano Agostini: all’ospedale di San Benedetto verrà potenziata la neurochirurgia (almeno entro certi limiti, s’intende); nel piano sanitario regionale 2007-2010 potrebbe essere prevista l’installazione della cosiddetta “neuro-Pet?, sofisticato macchinario di radiografia cerebrale; nel medio-lungo periodo sorgerà un ospedale unico tra Ascoli e San Benedetto, su cui è già stato condotto uno studio di prefattibilità in collaborazione con la facoltà di architettura di Ascoli. Sul problema delle liste d’attesa parola d’ordine “medici di base?, dalla cui collaborazione dovrebbe partire la soluzione.
Cornelio Pierazzoli, presidente della locale sezione del Tribunale per i diritti del malato, ha chiesto di aumentare la qualità dei servizi sanitari, evitando ai cittadini di doversi curare anche fuori regione. Pierazzoli ha chiesto anche che venga migliorata la cortesia degli operatori, tra i più frequenti motivi di lamentela da parte di quanti si rivolgono al Tribunale del malato.
Dai contenuti si è così passati a parlare del funzionamento dell’Azienda sanitaria unica regionale (Asur). Lo spunto offerto da Pierazzoli non è sfuggito ad un polemico dott. Aprile, che oltre a chiedere più “buona educazione? al personale, ha invitato i responsabili locali delle strutture ospedaliere, sindaci compresi, a servirsi meglio degli strumenti che la Asur mette loro a disposizione per poter ottenere uomini e mezzi aggiuntivi.
Una critica che Belligoni ha in parte schivato in anticipo, quando ha imputato l’arrivo della medicina d’urgenza e la realizzazione dell’assistenza al trauma proprio al fatto che questi progetti erano stati individuati come esigenze reali, poi formulati in maniera chiara alla regione.
Giovanni Gaspari, candidato sindaco dell’Unione, ha accolto i rilievi di Aprile, ricordando che i sindaci della Asur 12 avevano tentato di sfiduciare il loro presidente Martinelli proprio per presunta inefficienza. Ma ha anche difeso con forza il ruolo dei sindaci (come ha fatto anche il vicepresidente della provincia Emidio Mandozzi) e quello di San Benedetto come comune capofila, pur confermando la volontà di agire in sinergia con gli altri comuni.
Pasqualino Piunti, per An, è stato l’altro candidato sindaco ad intervenire. Piunti ha lamentato che all’alto livello di spesa della sanità marchigiana non corrisponda un servizio di pari livello, o almeno una percezione di esso. Citando una ricerca Demos, infatti, Piunti ha sostenuto che solo un terzo dei marchigiani sarebbe soddisfatto del proprio sistema sanitario.
Un punto, questo su percezione e oggettività della sanità regionale, su cui c’è stato uno scambio a distanza tra vari interlocutori. Secondo Belligoni i parametri del sistema sanitario marchigiano sarebbe i migliori al mondo (sic). Secondo l’ex presidente del consiglio comunale Giorgio De Vecchis i dati diffusi proprio ieri dall’Eurispes, secondo cui ben più della metà dei pazienti dell’ospedale di San Benedetto sarebbe soddisfatta del servizio non sarebbero oggettivi, tanto che molti marchigiani ricorrono a cure fuori regione (alla mobilità passiva ha accennato anche Piunti).
Una conclusione “ecumenica?, sebbene dopo un’altra dose di lamentele, è venuta dall’ex capogruppo di An Benito Rossi, che ha invitato alla collaborazione tra destra e sinistra per risolvere i problemi concreti dei pazienti sambenedettesi.
Gli interventi sono stati moderati dalla responsabile locale di Cittadinanzattiva Patrizia Logiacco. Assenti, nonostante fossero stati annunciati, l’assessore regionale alla salute Mezzolani, i parlamentari e i consiglieri regionali piceni, il segretario nazionale del Tribunale del malato.

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