ACQUAVIVA PICENA – Attesa pienamente soddisfatta quella degli acquavivani che hanno risposto numerosi all’invito. Per oltre una settimana manifesti raffiguranti due simpatici agricoltori del loco, pubblicizzanti la presentazione di un libro da loro scritto, hanno incuriosito moltissimi abitanti del posto che non hanno voluto mancare all’appuntamento coi loro illustri concittadini.
Trattasi di Alfredo Merli e Francesco Di Girolamo, comunemente noti come Palè e Cacciandò, autori di un testo dal gergale titolo I raccunt d’vit d’lu cuntadì d’na vot’… nuje c’ stavam. Il tempo che fu…storia di vita contadina…noi c’eravamo. Unica nel suo genere, almeno per la nostra provincia, la singolare iniziativa editoriale è stata illustrata sabato 4 febbraio presso il Palazzetto dello Sport di Acquaviva Picena nel corso di un convegno sull’olivo, coltura largamente diffusa nel nostro territorio.
Hanno partecipato al meeting, organizzato dal Circolo Culturale 6 luglio 1799?, in collaborazione con la Banca Picena Truentina Credito Cooperativo, il presidente della BCC Gino Gasparretti, il vicepresidente Aldo Mattioli, Alvaro Gasparrini, membro dell’ente promotore dell’evento, gli autori del libro sopraccitato ed i professori Camillo Di Lorenzo e Ludovico Costantini, dell’Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani? di Ascoli Piceno.
Dopo le puntuali relazioni dei docenti sulla storia, le patologie e le tecniche di coltivazione dell’olivo, attori assoluti della scena sono stati i due novelli scrittori, i veri protagonisti del simposio. Appartenenti ad una categoria di lavoratori che è riuscita a superare la dura condizione mezzadrile e a farsi imprenditrice di se stessa, Di Girolamo e Merli, mossi da tale orgoglio, alcuni anni or sono hanno deciso di prendere carta e penna per mettere nero su bianco uno spaccato considerevole della loro esistenza. Gasparrini, che ha contribuito alla realizzazione dell’opera, ha sottolineato come essa sia stata, e per sé e per gli autori, “un’occasione per rivivere i momenti belli e brutti di un tempo in cui la vita, pur negli stenti, era sempre e comunque lieta, perché fatta di piccole cose?.
Il libro, una sorta d’affresco su come si viveva in campagna sino a qualche decennio fa, racconta, con un linguaggio opportunamente arricchito di termini dialettali ed un ampio apparato fotografico in bianco e nero, le tradizioni tipiche del mondo rurale: i lavori agricoli (come lu scart’zzà), gli attrezzi (la face fenàre, lu b’ dend e tanti altri), i momenti di vita vissuta, le credenze popolari, i giochi e passatempi, i prodotti della terra e, per finire, le usanze religiose, prime fra tutte le fochere.
Presente il sindaco Tarcisio Infriccioli che ha espresso la sua soddisfazione per la brillante iniziativa editoriale, sostenendo che la stessa contribuirà indubbiamente a mantener viva, specie nei giovani, la memoria delle nostre radici.
Al termine dell’incontro, un ricco buffet gentilmente offerto dalle consorti degli autori, a base di bruschette con l’olio (preparate col pane fatto in casa), dolci tipici e vin santo, che è stato allietato da canti e balli della Compagnia del Saltarello Ascolano.
Numerose le copie “vendute? e autografate da Merli e Di Girolamo, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

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