SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Provincia di Ascoli Piceno commemora la Giornata del Ricordo delle Foibe con tre incontri di presentazione del volume “Italiani senza onore. I crimini di guerra in Jugoslavia e i processi negati? dello storico Costantino Di Sante (Ombre Corte, Verona, 2005) e di proiezione del documentario di Ken Kirby “Fascist legacy? (prodotto nel 1989 dalla Bbc).
Il primo incontro si è svolto mercoledì 8 febbraio ad Ascoli alla biblioteca “Ugo Toria? in corso Mazzini 39, con la partecipazione dell’assessore provinciale alla cultura Olimpia Gobbi e del prof. Umberto Gentiloni, docente all’Università di Teramo.
Il secondo è in programma alla sala Kursaal di Grottammare venerdì 10 febbraio alle 17,30 (partecipano l’assessore alla cultura del comune Enrico Piergallini, Paola Magnanelli dell’Università di Macerata e Tommaso La Selva dell’associazione culturale Blow Up). Questo incontro sarà preceduto (dalle 16) da un consiglio provinciale aperto durante il quale verrà posto in discussione e votazione un ordine del giorno sul tema: “10 febbraio giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani, dalmati e delle vicende del confine orientale?.
Il terzo ed ultimo sabato all’auditorium del comune di San Benedetto alle 9,30 (interventi di Giuseppe Marucci, vicepresidente dell’Istituto provinciale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche e dell’età contemporanea, e di Maria Pia Silla, presidente della Fondazione Libero Bizzarri e preside del Liceo scientifico di San Benedetto).
Proprio in vista di quest’ultimo Alleanza nazionale annuncia un sit-in di protesta, accusando la Provincia, e in particolare il presidente Massimo Rossi, di revisionismo sulle responsabilità dei comunisti di Tito nell’eccidio di migliaia di italiani nelle foibe.
Il coordinatore comunale di An Luigi Cava parla di “un fatto di somma indegnità?, di iniziativa “oltraggiosa?, di “spirito anti-italiano? da parte dell’amministrazione provinciale. L’accusa è nei confronti di Massimo Rossi. Scrive infatti Cava: “Per onor del vero va ricordato che la stessa Rifondazione Comunista, per voce del proprio segretario nazionale Bertinotti, ha dichiarato che “le foibe sono una tragedia terribile che non ha giustificazioni e di fronte a questi fatti non si può reagire in modo giustificazionista, dicendo che l’avversario ha fatto peggio?. L’iniziativa del presidente della provincia Rossi va pertanto ascritta come azione personale, mistificatrice, provocatoria, anti-patriottica?.
Il consigliere regionale e presidente provinciale di An Guido Castelli rincara la dose, scrivendo a sua volta che i tre incontri sarebbero “espressamente ispirati a giustificare gli eccidi alla luce della “politica di occupazione italiana durante i 29 mesi seguiti all’aggressione di quei territori?.
Castelli formula pesantissime accuse, anzi, quando aggiunge che “Rossi si ispira invece a David Irving, lo storico che nega l’olocausto, per alimentare una guerra civile strisciante di cui non si sente davvero il bisogno. Per questo motivo, dopo aver interessato il prefetto di Ascoli Piceno, ho ritenuto doveroso scrivere una lettera a tutti i segretari dei partiti del centro sinistra della provincia invitandoli a dissociarsi da questa vergognosa operazione di mistificazione. Il gruppo di An alla camera presenterà, per parte sua, un interrogazione parlamentare sulla vicenda ed il capogruppo La Russa interesserà direttamente il presidente della Repubblica Ciampi che proprio il 10 febbraio consegnerà ai parenti di Norma Cossetti, giovane istriana infoibata, la medaglia d’oro al valor civile?.
La risposta della Provincia è affidato ad un altro comunicato, in cui si legge tra l’altro che “Non esiste alcuna intenzione di negare o in qualsiasi modo giustificare i crimini commessi in Jugoslavia contro i nostri connazionali. Le foibe sono un marchio indelebile nella coscienza di ognuno di noi.
La Provincia ritiene però suo compito offrire ai cittadini elementi di consapevolezza, saldi e documentati, per capire la complessità della storia, leggerne i fattori, individuarne le dinamiche, allo scopo di disporre degli strumenti per riconoscere l’eventuale persistenza, anche mascherata, di quei germi distruttori di cui vogliamo definitivamente liberarci. L’obiettivo è insomma quello di dare un contributo per una riappropriazione critica, profonda e sincera della nostra storia recente, per la costruzione di un futuro nuovo secondo lo spirito di una Nazione che vive la memoria con responsabilità e senso di verità, così come chiede continuamente il Presidente della Repubblica?.
La stessa Gobbi aggiunge che gli incontri sono tenuti da docenti universitari e che per il prossimo anno è in già in programma uno studio dei crimini nei campi di concentramento di Tito.
Il presidente Massimo Rossi e l’assessore Gobbi hanno inoltre scritto una lettera aperta sull’argomento, che di seguito riportiamo:
“Quale negazionismo o giustificazionismo dell’orrore delle Foibe? Solo il consigliere Castelli, certamente per bisogno di visibilità alle porte di una campagna elettorale che si annuncia difficile, ricorre ancora a vecchie strumentalizzazioni, che in modo viscerale chiudono gli occhi sul lavoro straordinario che il territorio provinciale sta compiendo per riappropriarsi in maniera consapevole e matura della propria storia e della propria memoria. Dividere sul Giorno del Ricordo e sulla Giornata della Memoria, trasformando questi momenti alti di riflessione culturale in attacco politico personale e pretestuoso, è il segno evidente dell’incapacità di AN di essere dentro un percorso nuovo e positivo e dello scollamento visionario dei suoi dirigenti rispetto alla sensibilità comune e diffusa dei cittadini. La strumentalità della sortita di AN è certificata peraltro dal fatto che programmi pressoché identici, con i medesimi relatori, attuati in atre province (vedi Macerata) non abbiano incontrato tanta disgustosa e sproporzionata reazione.
La violenza è il male del Novecento dal quale vogliamo liberarci, perché il futuro raccolga dalle esperienze di quel secolo soltanto i valori positivi, i diritti, le libertà, la democrazia. Non esistono graduatorie fra violenze, fra Shoah e foibe; e non ci sono appartenenze di gruppo o individuali che possano annebbiare l’onestà della ragione, il dovere di capire perché siano state possibili le mostruosità accadute nell’Europa stravolta dalla Seconda Guerra Mondiale, mostruosità che purtroppo continuano ad accadere nonostante la lezione della storia.
Il calendario delle iniziative organizzate dalla Provincia di Ascoli Piceno per la ricorrenza del Giorno del Ricordo è coerente con la domanda di conoscenza che viene dal territorio. Certo, noi non abbiamo risposto a tale domanda, come forse avrebbe voluto il consigliere Castelli, con slogan o parate rituali, ma con un percorso rigoroso e scientifico. In coerenza con i temi previsti dalla legge istitutiva, infatti, l’anno scorso si è analizzata la questione degli esuli fiumani, dalmati e giuliani e, in ricorrenza del cinquantesimo della liberazione di Trieste, il ritorno della città all’Italia. Quest’anno si è approfondito il problema del confine orientale, espressamente richiamato dall’articolo 1 della legge che, secondo il consigliere Castelli, avremmo ignorato. E’ già avviato il lavoro organizzativo per dedicare gli appuntamenti del prossimo anno alla questione delle deportazioni e degli internamenti nei campi di concentramento di Tito.
Sì, di Tito, caro consigliere Castelli! Perché per noi la storia non ha tabù, né la riflessione su di essa parte da pregiudizi. Noi siamo abituati ad essere nelle cose e la nostra politica è segnata dall’onestà, anche intellettuale, di capire per non sbagliare e per costruire un mondo migliore. Il vuoto lo lasciamo a chi non ha altri mezzi per farsi riconoscere?.

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