SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ennesima, interminabile giornata in seno alla Samb Calcio. Era in programma una doppia seduta di allenamento per la compagine di Giuseppe Giannini, che però ha sudato solo nel pomeriggio. Mattino di confronti e riflessioni per la banda rossoblu. Per quale motivo? In città sono circolate le voci più disparate (ne diamo conto a parte, ndr).
Presso gli uffici di Viale dello Sport intanto, dalla Capitale, arrivava il commercialista del presidente Soldini, Stefano Santilli, che, incalzato dai giornalisti, non ha voluto precisare i motivi della capatina in Riviera. O meglio: è rimasto sul vago, affermando che “determinate questioni non possono essere sbrigate da Roma, ma vanno risolte sul posto?. In merito alla questione concernente il sequestro cautelativo delle quote societarie, Santilli ha tagliato corto: “Stiamo per presentare l’istanza per la revoca del provvedimento?.
E’ stato invece Gianluca Colonello, tra gli ultimi giocatori ad uscire dagli spogliatoi al termine dell’allenamento, a precisare le ragioni del lungo confronto cui si faceva riferimento. “Ci siamo chiariti l’uno con l’altro, mister compreso, su vari punti – ha esordito il calciatore abruzzese – Non c’è stata nessuna forma di protesta da parte nostra, ma solo l’analisi di situazioni interne che si dovevano risolvere. L’allenamento pomeridiano è iniziato in ritardo perchè abbiamo saputo della morte della mamma di Colacioppo?.
Chiediamo: le situazioni di cui parla sono anche di tipo economico? “Si, anche quelle. Il commercialista Santilli in ogni caso ci ha ampiamente rassicurati?.
Capitolo chiuso, dunque. Ciononostante le polemiche di questi giorni, in aggiunta a quelle che nel recente passato hanno attraversato l’ambiente rossoblu, non aiutano una Samb, penultima in graduatoria, a tirarsi fuori dalla melma.
“La squadra è totalmente rinnovata – argomenta Colonnello -, ma siamo convinti e vogliosi di dare il massimo per scalare posizioni in classifica. Adesso dobbiamo affrontare la prossima partita (col Ravenna, ndr) come se fosse una finale di Champions League, col coltello tra i denti. Teniamoci stretta questa C1, tenendo ben presente che piazze di blasone come Taranto o Perugia, tanto per fare degli esempi, si ritrovano in cattive acque. Ripartire dalla C2 sarebbe durissima?.
Una Samb che fa fatica a trovare la quadratura del cerchio. Gli innumerevoli avvicendamenti tecnici, ci riferiamo all’allenatore ma anche ai giocatori, non hanno sortito gli effetti sperati. Cosa manca a questa squadra?
“Quando passano mesi (quasi quattro, ndr) senza vincere, è normale che la situazione diventi sempre più complicata. Dobbiamo tutti quanti, nessuno escluso, prenderci le nostre responsabilità, pur sapendo delle diffcoltà alle quali andiamo incontro. In un simile contesto credo però che un ruolo fondamentale lo potrà giocare la tifoseria: qui a San Benedetto più che da altre parti, i tifosi sanno fare la differenza?.
Veniamo a Colonnello: vanno in archivio mesi difficili. Lui corregge il tiro: “Negli ultimi due anni mi hanno tolto un tumore, mio figlio ha subìto un’operazione, mio padre è stato investito, pè morta mia nonna alla quale ero molto affezionato. In ambito strettamente calcistico sono reduce da una fascite e dalla rottura del polso?.
Ma c’è di più: il rapporto, ormai incrinato, con la tifoseria rossoblu. Gianluca Colonnello, forse non a caso, suo malgrado è finito sulla lista dei partenti.
“Soldini, prima che prendesse avvio il calciomercato di riparazione – confessa il diretto interessato – mi aveva detto che mi si sarebbe trovata un’altra sistemazione. Da professionista quale sono mi sono rimesso al loro volere. Sono ancora qui e nonostante le cattiverie e le calunnie che negli ultimi sei mesi mi sono piovute addosso e che mi hanno molto ferito, ho la forza di dire che amo troppo questa maglia e farò di tutto per salvare la Samb. Questo è il mio unico intento da qui sino alla fine del campionato. Tra le maglie che ho vestito in carriera quella rossoblu, nonostante tutto, è una di quelle a cui mi sono attaccato di più?.
“Quanto a coloro che hanno seguito certe chiacchiere, pur conoscendomi – ha continuato Colonnello – tengo a sottolineare che nel corso della mia lunga carriera mi sono sempre comportato da professionista. Dopo tutto questo la mia autostima va al di là di tutte le cattiverie che ho subìto?.

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