SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è un allarme mercato secondo l’ex assessore alle attività produttive Marco Lorenzetti (Udc). Sulla struttura per la vendita di ortofrutta e prodotti ittici di via Montebello, infatti, Lorenzetti si esprime nei seguenti termini, in un comunicato diffuso giovedì 9 febbraio: «Non è più possibile ad oggi vendere prodotti alimentari come frutta, verdura e pesce in mezzo a mosche, cacate di piccioni, siringhe di tossicodipendenti, gatti e topi che gironzolano, la struttura è uno schiaffo alla decenza degli uomini e non si comprende come ancora non venga emanata un’ordinanza d’immediata chiusura. Il mercato di via Montebello è una struttura fatiscente senza nessun requisito igienico-sanitario, con tetto in eternit».
Va da sé che l’ordinanza di immediata chiusura invocata da Lorenzetti fosse richiesta, stando così le cose, anche durante il periodo in cui egli stesso è stato assessore, dal 2001 a fine agosto 2005. Nondimeno la presa di posizione di Lorenzetti è intesa in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal candidato sindaco per l’Unione Giovanni Gaspari, durante una conferenza stampa tenuta l’8 febbraio. Gaspari chiedeva che decisioni strategiche per il futuro della città, una delle quali veniva indicata appunto nella riqualificazione del mercato di via Montebello (con trasferimento delle attività nell’ex Capacchietti di via Roma, a gestione Multiservizi), venisse presa dalla prossima amministrazione, e non dal commissario straordinario che attualmente gestisce l’ordinaria amministrazione del comune.
«Noi la pensiamo diversamente da Gaspari – scrive Lorenzetti – subito la riqualificazione dell’area ortofrutticola-ittica di via Montebello. Si proceda subito alla riqualificazione dell’area di via Montebello restituendo la dignità agli operatori e cittadini. (…) Noi riteniamo, a differenza di Gaspari, che il “Lu Baraccò” di Via Montebello vada urgentemente abbattuto e avviato un processo di riqualificazione commerciale dell’intera area. (…) Noi pensiamo al contrario di Gaspari che il progetto debba essere definito urgentemente, che l’opera è finanziata da atti concreti e che l’idea della Multiservizi di spostamento è accettabile e concreta.»
Un’ultima critica alla stessa gestione della Multiservizi, fatta in passato dal centrosinistra: «La Multiservizi è una partecipata di proprietà del comune di San Benedetto al 95%, opera con equilibrio e trasparenza, il volume d’affari è passato da 700.000 euro a oltre 3 milioni di euro annui evolvendo una situazione di pareggio a un risultato economico soddisfacente per tutta la città.
I risultati ottenuti dalla Multiservizi sono dati dalle capacità manageriali di un direttivo guidato da un presidente “tecnico” e non politico, scelte diverse di quando governava la sinistra che aveva nominato presidente l’ex onorevole Pci Pietro Paolo Menzietti.»

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