SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo statuto sull’attività dei quartieri c’è dal 1998 e oggi va aggiornato con minimi ma indispensabili accorgimenti. Questa è l’opinione di Antonio Alfonsi, presidente del comitato di quartiere Sant’Antonio da quasi 11 anni. Per prima cosa le votazioni per le elezioni delle varie cariche andrebbero concentrate in una unica data. Ciò apporterebbe una maggiore visibilità a queste realtà che hanno bisogno per loro natura di dimostrare compattezza verso i cittadini e verso l’amministrazione. Una compattezza che non va data per scontata, dato che fra i 15 comitati di quartiere attualmente esistenti quelli effettivamente operativi sono11.
Che siano troppi 15 quartieri per la dimensione sambenedettese? Di una cosa Alfonsi è certo: è fuori discussione la soppressione dei comitati in favore delle circoscrizioni. I comitati devono esistere, casomai si potrebbe pensare ad un accorpamento di alcune realtà. Aumenterebbe di conseguenza la mole di impegno sulle spalle dei rappresentanti, che ora sono volontari che svolgono queste mansioni per pura passione civica.
Scendendo nei problemi particolari del suo quartiere, Alfonsi ribadisce l’annoso problema dei massicci campi elettromagnetici e dello storico megatraliccio in via Bianchi. Ci espone un’interessante idea: perché non mettere le antenne per i telefonini sui tetti di edifici di proprietà comunale, in modo che le tasse d’affitto pagate dagli operatori telefonici possano essere poi reimpiegate come fondi pubblici per il quartiere? Un modo insomma per rendere “virtuoso? l’inevitabile inquinamento elettromagnetico.
Alfonsi tocca poi la dibattuta questione della centrale per il teleriscaldamento nella ex discarica comunale, che andrà a fornire i condomini e le strutture pubbliche proprio nel suo quartiere. Pur comprendendo la necessità di nuove vie di politica energetica, è pienamente solidale verso i cittadini di Ponterotto e comprende le loro perplessità. Andranno vagliati costi di allaccio e di mantenimento, così come l’ effettiva sicurezza di una fornitura di energia stabile e continua.
Il 2005 è stato un anno storico per viale DeGasperi, con i lavori finiti da poco per le proteste di cittadini e commercianti. Si spera che la sistemazione del lato est proceda più spedita e che nel lato nuovo venga completata l’istallazione della segnaletica e delle colonnine di ghisa. La richiesta civica agli amministratori è: maggiore partecipazione nella progettualità dei lavori, maggiore sicurezza riguardo ai tempi di consegna. E poi: come mai non sono ancora partiti i lavori del consorzio idrico in via Piemonte che dovevano partire ai primi di gennaio?

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