SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vendita di alcuni immobili presso il Centro agroalimentare di San Benedetto, alla Cash & Carry e alla ditta Sabelli, sarebbe avvenuta a prezzi stimati con regolare perizia e soprattutto dopo aver tentato la via di un aumento di capitale del centro, cui non hanno aderito gli stessi che oggi contestano di non essere stati interpellati, ovvero gli altri operatori, riuniti nel “Consorzio degli operatori dell’agroalimentare? (Coa) e nel “Comitato ittico?, entrambi organismi presieduti da Francesco Marcheggiani.
È questa la risposta del presidente della Provincia Massimo Rossi, il giorno dopo che lo stesso Marcheggiani ha reso noto di aver segnalato la questione della vendita alla procura della Repubblica, oltre che al socio di maggioranza relativa, il comune di San Benedetto, nella persona del commissario straordinario Iappelli.
La soluzione adottata, sempre secondo Rossi, ha inoltre evitato che a ripianare i debiti del centro fossero gli enti pubblici che detengono la quasi totalità delle quote (comune, provincia, regione).
Non restava che vendere – è la conclusione del presidente Rossi – Il nuovo consiglio di amministrazione lo ha fatto nel modo più intelligente possibile: ha fatto stimare gli immobili con perizia giurata e ha venduto con riserva di proprietà agli attuali affittuari, incamerando subito rispettivamente il 90 e il 95 per cento del prezzo pattuito mentre il passaggio effettivo della proprietà avverrà nel 2010: i soldi incassati serviranno, oltre a ripianare il debito, a risparmiare interessi di mora per 700.000 euro. E non si parli di svendita del Centro: basta dire che gli immobili ceduti occupano una superficie di 6.500 metri quadri a fronte di una superficie complessiva di 33 mila metri quadri a cui si aggiungono i 25 mila che è possibile ancora realizzare. Quanto alla legittimità dell’operazione – conclude Rossi – non c’é alcun ostacolo alla vendita prima della scadenza del 2010. Il Ministero delle Attività produttive, che erogò i finanziamenti per la realizzazione dell’opera, ha già chiarito con parere della primavera 2005 che la vendita con riserva di proprietà non viola i vincoli di legge?.

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