ASCOLI PICENO – La qualità generale dello sviluppo provinciale è discreta, ma presenta ampi margini di miglioramento. Soprattutto nei campi dello sviluppo economico, dell’ambiente e dei servizi ci sono le condizioni perché si compia un vero e proprio salto di qualità: e molti dei progetti che sono in fase di realizzazione proprio in questi settori vedono l’Amministrazione provinciale soggetto promotore.
E’ una delle indicazioni che emergono dal primo “Rapporto sulla qualità dello sviluppo nella provincia di Ascoli Piceno? realizzato dall’Amministrazione provinciale in collaborazione con la campagna “Sbilanciamoci!? ideata dall’associazione “Lunaria? e presentato mercoledì 1° febbraio nel corso di un incontro pubblico tenutosi nella sala del consiglio provinciale.
Sono intervenuti ai lavori, coordinati dall’assessore alle Attività Produttive Avelio Marini, il presidente della Provincia Massimo Rossi, l’assessore al Lavoro e Formazione Professionale Emidio Mandozzi, da Giulio Marcon, portavoce della Campagna “Sbilanciamoci!?, Alessandro Messina, responsabile autopromozione sociale dell’assessorato al Lavoro del Comune di Roma.
Non si tratta della tradizionale analisi della qualità della vita nelle province italiane che si è abituati a consultare sulle pagine dei giornali economici e che scatenano dibattiti sulla posizione in classifica di questa o quella città, questa o quella provincia. «Con questo progetto tentiamo per la prima volta in Italia – spiega il presidente Massimo Rossi – di realizzare un’analisi delle dinamiche economiche, sociali, ambientali di un territorio utilizzando altri indicatori come, ad esempio, la mobilità sostenibile o la partecipazione democratica alla vita pubblica, ma anche lo sviluppo assunto dalla finanza etica o il commercio equo e solidale. Valori che, letti in modo integrato, danno la dimensione reale della qualità della vita di chi abita in questa provincia, che non è solo quella data dal PIL o dall’indice di propensione al consumo».
Un’analisi così innovativa punta a sostenere tutte quelle azioni, nelle quali la Provincia è spesso promotrice, facenti parte di un unico progetto che viene sintetizzato nel termine “equonomia?. «Equonomia vuol dire un sistema nel quale – spiega l’assessore Avelio Marini – iniziative economiche diverse, democratiche e radicate nel territorio, trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere per innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati. Penso ad esempio alla realizzazione di un Distretto locale di economia solidale (DES). Tutti argomenti che in questo rapporto sono oggetto di studio approfondito».
Il rapporto è suddiviso in otto capitoli: Popolazione, Sviluppo Economico, Pubblica Amministrazione, Servizi, Ambiente, Pari Opportunità, Cultura e Tempo Libero, Nuovi indicatori. Ogni capitolo è composto un ingente quantità di dati e da svariati indicatori dai quali si evince l’andamento delle macro aree per giungere, infine, attraverso un apposito sistemi di pesi, alla percezione di un valore utile alla descrizione del livello di qualità generale dello sviluppo provinciale.
Dati che se da un lato servono ad osservare le caratteristiche del territorio sotto diversi punti di vista, al fine di sapere su quali temi sia più urgente intervenire e quali obiettivi proporsi; dall’altro servono a osservare nel tempo l’efficacia delle politiche adottate. Dati a volte di difficile reperibilità (come evidenziato dagli autori dello studio: Tommaso Rondinella, Antonio Di Battista, Valeria Meco e Giulio Ciaralli) come quello sul chilometraggio delle piste ciclabili presenti nel territorio provinciale la cui stima si attesta intorno ai 200 km, ma il cui valore scientifico è in fase di analisi (gruppo provinciale della Mobilità Dolce) – dato quindi non inserito a livello di indicatori riassuntivi.
Da evidenziare che nell’ottavo capitolo vengono presentati set di indicatori capaci di rappresentare l’evoluzione di aspetti della società attuale ormai all’ordine del giorno nelle politiche di sviluppo locale ma per i quali ancora non esistono riferimenti standardizzati da seguire. Basti pensare all’Indice di Mobilità Sostenibile che fornisce un valore complessivo medio ma suscettibile di ampi miglioramenti grazie a delle misure innovative recentemente adottate (incentivi al trasporto pubblico, metropolitana di superficie, ecc….che comunque vanno ad integrare la già estesa superficie di zone ZTL e di isole pedonali). Per quanto riguarda il comportamento degli abitanti, il Piceno fa abbastanza bene sia per auto immatricolate che per la quota di vetture poco inquinanti, Euro4, GPL e metano.
Un altro valore preso in esame, l’Indice di Partecipazione Democratica, fornisce risultati molto lusinghieri per la Provincia di Ascoli Piceno, se si considera che le pratiche di democrazia partecipativa sono un fenomeno molto recente. Tuttavia il valore registrato, essendo il primo nel suo genere, non può ancora essere confrontato né con il risultato delle altre province né con una situazione precedente dello stesso territorio. “Ci auguriamo – dice infatti il presidente Rossi – che presto altre Province seguano l’esempio di quella ascolana e che si arrivi quanto prima ad un confronto da cui scaturiscano idee e progetti in grado di rendere ancor più efficace la nostra azione?.
“La qualità della vita è fortemente legata al fattore lavorativo, il cui settore è interessato da una forte criticità come testimoniano le moltissime richieste che ogni giorno giungono ai nostri centri per l’impiego – ha aggiunto l’assessore al Lavoro ed alla Formazione Professionale Emidio Mandozzi – Il nostro territorio va interpretato secondo nuovi criteri valorizzando la produzione piuttosto che la distribuzione e promuovendo contesti paesaggistici unici come quello di Monte Piselli, dove è possibile sciare mentre si guarda il mar Adriatico?

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