(Dal Giorno.it) – Duecento quintali di calamari thailandesi importati in Italia da una ditta marchigiana sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Ancona perché contaminati da una tossina patogena, la Yersinia Enterocolitica, che può provocare disturbi gastrointestinali, cefalea e orticaria se il pesce viene mangiato senza essere ben cotto. L’operazione è scattata dopo che da altre regioni erano giunte segnalazioni su malori legati al consumo di questo tipo di molluschi cefalopodi, pescati nel Pacifico, pre-trattati in Thailandia e importati già congelati nel nostro paese attraverso il porto di Ancona, in grossi imballi da 10-15 kg.
Da qui i calamari venivano consegnati ad un’azienda specializzata della zona di Ripatransone, che provvedeva alla preparazione in porzioni piu’ piccole (anche in anelli e ciuffi) vendute poi a negozi e supermercati.
La presenza della tossina, che in genere si trova nel latte crudo e nella carne e prolifera alle basse temperature, è stata accertata dalle analisi della sezione fermana dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’ Umbria e delle Marche. L’ ipotesi e’ che l’inquinamento dei molluschi sia avvenuto già in Asia, durante il primo lavaggio dei calamari in condizioni di scarsa igiene.
Tutte le confezioni poste sotto sequestro sanitario cautelativo scadono fra giugno e ottobre 2006, ma i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni hanno prelevato anche altri campioni di partite diverse di cefalopodi per sottoporli ai test dallo Zooprofilattico. Il titolare dell’ azienda importatrice è stato denunciato, con l’obbligo di ritirare tutta la partita sospetta dal commercio. Un’informativa è stata trasmessa alla procura della Repubblica di Fermo.

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