CENTOBUCHI – Nella sala convegni di Centobuchi si è svolto, oggi pomeriggio, il dibattito politico-culturale di Marcello Veneziani, organizzato dal “Polo per Monteprandone?.
Veneziani ha intrattenuto la platea ripercorrendo le fondamentali tappe che hanno segnato la storia della cultura italiana, da Gramsci a Pasolini. Si è poi analizzato quali effetti ha la cultura sulla società, cercando di distinguere tra la cultura e il potere culturale esercitato dalla sinistra intellettuale sulla massa. Veneziani, attraverso alcuni esempi, ha evidenziato le conseguenze di una egemonia culturale che è prettamente di sinistra e si ritrova sola contro una destra prevalentemente economica e non pensatrice. Il viaggio storico si è concluso con l’avvento della televisione che vide con Bernabei, direttore della Rai negli anni Sessanta, il creatore di una immagina televisiva casta e cattolica fino ad arrivare ai nostri giorni dove la satira prende spunto da una cultura prettamente d’evasione.
Piene di riflessione sono state le conclusioni che hanno ricordato come l’Italia di un tempo fosse culla dell’arte, ritrovo di filosofi e letterati, agglomerato di chiese maestose, opere architettoniche uniche in tutto il mondo mentre ora sia in crisi, senza idee innovativi, priva di riferimenti culturali di spicco.
«Il consumismo uccide la genialità», ha affermato Veneziano. Nell’Italia odierna si vede soltanto una corsa alla disperata ricerca di guadagni, grandi vendite, frustrando così le menti innovative che, pur essendoci, rimangono in penombra perché non apprezzati dal mercato, soffocate dagli spot miliardari.
L’idea utopistica di una nuova rivoluzione culturale resterà solo un sogno? Noi ci auguriamo di no.

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