SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 29 gennaio 2006, ventunesima giornata. Samb-Monza è partita per pochi intimi. Distinti praticamente deserti, tribuna con qualche vuoto di troppo, curva che presenta un buon colpo d’occhio solo nello spicchio centrale. Risultato: al Riviera delle Palme appena 2.746 spettatori. Non è il minimo stagionale – dati inferiori per Samb-Pro Patria (2.569), Samb-Giulianova (2.709) e Samb-Pizzighettone (2.664) -, ma poco ci manca. Brusco il calo numerico rispetto al match al cospetto del Teramo (4.234).
Onore ai presenti in ogni caso, che non sono pochi, soprattuto se pensiamo che a trenta chilometri di distanza è di scena la Juventus. La Nord, a tale proposito, scrive: “Chi ama la Samb oggi è qui?. Un amore sconfinato quello che ancora una volta dimostra la curva nostrana: fumogenata multicolore a inizio gara (torce e fumogeni anche nel corso dei restanti minuti), bandieroni, stendardi, vessilli e tanta voce al servizio del sodalizio di Viale dello Sport. Da stropicciarsi gli occhi. Faranno altrettanto, di lì a poco (tradotto: appena una decina di minuti) la trentina di sostenitori brianzoli – a proposito: nota di merito per loro, visto che si sono sorbiti un lungo viaggio nonostante le difficili condizioni meteorologiche che nel corso della settimana hanno caratterizzato l’intero Nord Italia – che gioiranno per il micidiale uno-due inferto alla banda Giannini: reti, nello spazio di centoventi secondi, griffate Beretta e Espinal.
Samb tramortira, Riviera inviperito. La Cioffi accusa il colpo – nel frattempo il Nucleo srotola il secondo messaggio della giornata, all’indirizzo del diesse rossoblu: “Chi va co…lacioppo impara a cioppicare!!? -, qualche coro poco carino nei confronti del proprio undici, poi si torna a tifare come e più di prima.
Tanta voce anche per gli ospiti – in balconata fanno bella mostra di sé gli striscioni Sab, Ultras, Graziosa Group, Davide, dedicato al tifoso biancorosso a cui è intitolata la Sud dello stadio Brianteo, unitamente a stendardi all’inglese delle varie sezioni – che seppure non si compattino come dovrebbero, fanno sfoggio di buona volontà nello sventolare vessilli di pregevolissima fattura.
Bandiere al vento, in maniera costante, anche in casa rivierasca – attivissima la zona che fa capo al 1977, la quale mostra il terzo messaggio della domenica (“La nostra scelta per non morire…meglio essere che apparire!?, firmato Base Ultras).
Viene, inesorabile, il magone a vedere una squadra, costantemente sotto in casa propria, sostenuta da un pubblico generosissimo che non si lascia abbattere nonostante una situazione di classifica molto preoccupante. La stessa tribuna solitamente ‘scorbutica’ e poco propensa al perdono, spesso si lascia coinvolgere nei battimani che partono dalla Nord.
“Anche se divisi da settori sempre uniti per i nostri colori?, scrive la Fossa, nell’ennesimo striscione che apre il secondo tempo. Di lì a poco segue un simpatico messaggio del Nucleo dedicato a padre Fedele, il prete-ultras cosentino balzato agli onori della cronaca nazionale per le presunte performance sessuali.
Nella dirimpettaia curva Sud intanto i sostenitori brianzoli alzano le sciarpe. Una, due, tre volte. Saranno più compatti i biancorossi, in questi secondi quarantacinque minuti, anche se risulterà sempre molto difficile sentirli.
“Noi saremo sempre presenti…ultras unici veri combattenti!!!?. Messaggio su carta numero quattro in casa rossoblu. La Cioffi canta sempre in maniera continua, ma col passare dei minuti il volume dei cori non è sempre all’altezza della situazione. La Samb in ogni caso non la aiuta. Sembra finita la benzina per Zanetti e soci, che si propongono in avanti più con la forza dei nervi, piuttosto che con la necessaria lucidità.
Arriva così, su una delle tante azioni di contropiede, il terzo gol degli ospiti. Quando mancano una decina di minuti alla fine dell’incontro, in molti, sugli spalti, cominciano a sfollare. Non stanno più nella pelle i trenta, coraggiosi, monzesi, mentre la Nord non ne vuole sapere di mollare, anche se sono in pochi a dar seguito ai cori di incitamento che partono dalla transenna. Il rullio dei tamburi, martellanti per gli interi 90 minuti, copre, e non poco, la voce di Onda e soci.
Il quarto gol, al minuto numero 40 – ancora Bertolini – viene accolto con gli applausi di scherno del Riviera. A quel punto, anche chi aveva deciso di rimanere, prende, mestamente, la via di casa.
La Nord intanto ha terminato la scorta di pazienza e sottolinea gli ultimissimi minuti di gara con sonori fischi e improperi. Il 1977 si spinge ancora più in là: vessilli librati in aria, ma spalle rigorosamente voltate al campo. Un modo come un altro per dire che di questa squadra, la gente di fede rossoblu, ne ha le tasche piene. Il gol di Chiurato al 90°? Non ce ne eravamo accorti.
Il pomeriggio si conclude con il battibecco tra alcuni tifosi della tribuna e il presidente Soldini. Animi surriscaldati, da ambo le parti. Ci sentiamo comunque di assolverli. Meno la Samb, naturalmente.

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