SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Abbiamo perso la testa?. Lo ripete più volte Giuseppe Giannini al termine dela gara giocata dai rossoblu contro il Monza. Il tecnico dei marchigiani rimugina su un concetto che sembra quasi fargli male.
“I primi dieci minuti hanno inevitabilmente collezionato la nostra prestazione – esordisce l’ex tecnico del Foggia -, soprattutto per una squadra che si ritrova in particolari condizioni di classifica. Presi i due gol la strada si è fatta in salita ed anche la situazione ambientale si è complicata. Abbiamo sentito la botta psicologica. Ci siamo messi ad attaccare a testa bassa, ma senza raziocinio. Abbiamo lasciato tanti spazi al Monza che è stato bravo a colpirci in contropiede?.
E ripete: “Nella ripresa abbiamo perso la testa. Abbiamo tentato di fare la partita, ma con poca lucidità. Ho visto troppa tensione nei miei ragazzi, anche negli spogliatoi, subito prima della partita. La palla in mezzo al campo scottava e nel complesso si respirava un’aria pesante. Purtroppo quand’è così capita di sbagliare tanto come abbiamo fatto noi. La verità è che questa squadra non ha ancora personalità e non gioca con la necessaria tranquillità. Sarà anche mio compito inforderla in futuro?.
A patto che si faccia presto. La classifica, inguardabile, recita penultimo posto. Il San Marino, vittorioso contro il Ravenna, ha scavalcato i rossoblu. E lunedì prossimo, in occasione del posticipo della ventiduesima giornata, le due squadre si scontreranno nel corso di una gara a dir poco fondamentale. “Era fondamentale anche oggi – replica mister Giannini – però questa squadra quando ha addosso grandi pressioni non riesce ad esprimersi. Dobbiamo comunque sostenere questi ragazzi che lo meritano se non altro per l’impegno e la disponibilità?.
La salvezza, malgrado i proclami fatti dalla società al momento dell’insediamento, è una triste realtà. “L’avevo detto sin dal momento in cui sono arrivato a San Benedetto – afferma a muso duro Giannini -; questa era ed è la mia unica preoccupazione?.
Qualcuno prova a chiedere al tecnico rossoblu se la situazione societaria possa in qualche modo avere influito. “Con tutto il rispetto per le fidejussioni – risponde il Principe – i giocatori debbono fare i giocatori. Non ci preoccupiamo delle altre qesutiooni, questo lo posso garantire?.
Il discorso converge nuovamente su questioni prettamente tattiche. Ciriche feroci vengono mosse all’impostazione a tre della difesa. “Per le caratteristiche degli uomini che ho a disposizione non credo che possiamo permetterci di disporci con quattro uomini dietro. Perché non ho convocato Zamperini? In settimana valuto chi può dare maggiori garanzie. Scelgo sempre gli uomini che reputo più affidabili?.
Poi però il Giannini pensiero si fa decisamente più polemico. E il riferimento è sempre all’ex Ternana: “Se un giocatore si allena tre giorni a settimana non posso che dare spazio agli altri. Alleno trenta e più persone e credo che prima di tutto debba venire il gruppo; non esistono fenomeni e soprattutto credo che un allenatore debba sempre e comunque rispettare chi si allena con sacrificio sei giorni su sei. In questo momento il problema principale è prorpio questo: senza il gruppo non si va da nessuna parte, nemmeno se ci venisse in soccorso Roberto Baggio?.
Chiuso il capitolo Zamperini, se ne apre un altro, altrettanto scottante: quello relativo a Gianluca Colonnello, escluso dall’undici titolare anche oggi. “Colonnello sa già come la penso; se ancora non si sente sicuro col braccio che in passato si è infortunato, preferisco schierare altri difensori. Non credo ci sia molto da discutere?, taglia corto Giuseppe Giannini, che quando gli chiedono se si senta in discussione, replica seccamente: “No, affatto. Perché dovrei??.

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