SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Con tutto quello che ho pagato fino alla settimana scorsa non credo che ci possa essere un problema per una fidejussione di centomila euro». Alberto Soldini è abbastanza preoccupato ma, a parole, resta sempre esuberante. Dopo aver parlato per un quarto d’ora con i tifosi che chiedevano spiegazioni fuori dallo stadio, il presidente rossoblu si è trattenuto con i cronisti, con dichiarazioni molto formali: «Il problema è che la squadra non va… Quando sono arrivato era una squadra distrutta, adesso è uguale. Quando sono arrivato la squadra subiva quattro gol a partita, adesso di nuovo quattro: ma chi ha sbagliato sono solo io, anche perché nessuno mi ha obbligato a scegliere i collaboratori che ho scelto».
Soldini precisa anche i termini del caso-fidejussione, che ha impedito alla squadra di impiegare gli ultimi acquisti: «La fidejussione? Non sono cento milioni di euro, domani mattina qui è tutto a posto. Ma non è il problema della fidejussione… C’è anche qualche nuovo acquisto che ho sbagliato, forse cambieremo qualche giocatore. La dirigenza ha bisogno di tempo. Ho studiato il regolamento della Lega su internet, è un modo per avere informazioni: credo di essere il primo presidente ad aver studiato. Certo dovevo farlo prima di prendere la squadra. Sono regole a tutela non dei dirigenti o dei calciatori, sarebbe osceno sbagliare di nuovo, non sarà possibile. E su questa squadra ci credo, la porterò avanti comunque: o Soldini o Soldini». Poi il presidente conclude: «Non si farà nessun ritiro. I calciatori sono spaventati dal pubblico, non capiscono che il pubblico li vuole bene. Non andrò al calciomercato a Milano perché andrò ad una riunione a Roma, per me andranno altre persone. Chi ha sbagliato nella faccenda della fidejussioni? Può succedere anche nelle migliori società che si facciano questi errori».

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