GROTTAMMARE – Come si può solo pensare che un lungomare che ha visto la luce appena un anno fa non sia a norma di legge? Per di più di una legge regionale del 2002? Un incontro sull’inquinamento luminoso ha dato il via ad una riflessione sulla validità del sistema di illuminazione del nuovo lungomare di San Benedetto del Tronto.
L’appuntamento, che si è tenuto venerdì 27 gennaio alla sala Kursaal di Grottammare, dal titolo “Strumenti e metodi per il rispetto della L.R. n°10 del 24-07-2002: iGuzzini partner per l’illuminazione in esterni?, e che ha richiamato tecnici e amministratori locali, è stato organizzato dalla iGuzzini, azienda leader per i sistemi di illuminazione, l’Agenzia Micozzi Luce di Macerata, e la Società Illuminosa di San Benedetto del Tronto.
L’incontro si è aperto con gli interventi dell’ingegner Laura Cinquarla, seguito da quello dell’ingegner Pasqualino Cosenza, entrambi responsabili della iGuzzini, e da Fabio Arcidiacono, referente dell’associazione Cielo Buio per le Marche.
Le prime leggi riguardanti il cielo, dicharato dall’Unesco nel 1992 un bene da tutelare, sono nate in America per tutelare i grandi osservatori astronomici. Successivamente in Italia diverse leggi regionali, tra cui la n°10 delle Marche, hanno cercato di mettere un freno sia all’inquinamento luminoso che allo spreco energetico. Adeguati e mirati sistemi di illuminazione possono evitare sprechi e costi di gestione alla Pubblica Amministrazioni e di conseguenza far risparmiare anche i cittadini del Comune su cui ricadono le bollette elettriche.
Secondo Pietro D’Angelo, ex consigliere regionale dei Verdi, presente all’incontro con Paolo Canducci, esponente del gruppo, il lungomare di San Benedetto del Tronto non rispetterebbe la legge regionale n.10 del 24 luglio 2002, relativa alle norme per il risparmio energetico e per il contenimento dell’inquinamento luminoso.
L’illuminazione posta sul nuovo tratto del lungomare, infatti avrebbe delle fonti luminose che si disperderebbero verso l’alto, andando in questo modo contro alle disposizioni di legge che prevedono che nei nuovi impianti la dispersione verso l’alto sia pari a zero.
«Gli impianti per il nuovo lungomare» sottolinea D’Angelo «non sono in regola con la legge regionale». Continua l’esponente dei Verdi «Nel nuovo lungomare di San Benedetto tutte le sorgenti luminose sono rivolte verso l’alto, ma nessuno ha fatto nulla per impedire queste violazioni.»
Pronta la replica della iGuzzini, nella figura dell’ingegnere Pasqualino Cosenza, che, interpellato per la progettazione dell’illuminazione del nuovo lungomare, aveva fatto notare come le proposte poi realizzate non fossero a norma. «Ci sono casi in cui o il costruttore che ha venduto quel tipo di sistema illuminante dichiara di aver sbagliato o altrimenti ricade in affermazioni false. Il lungomare di San Benedetto per noi ha rappresentato una sconfitta.»
«L’unica soluzione» continuava l’ingegner Cosenza rispondendo a D’Angelo, che chiedeva quale potesse essere il passo da compiere allo stato attuale delle cose, «è quella di presentare un esposto al Sindaco che deve successivamente portarlo in Pretura, per non essere poi chiamato come parte in causa. Credo che debbano esserci associazioni che tutelino e vigilino anche su questo tipo di attività.»
L’attuale alternativa consisterebbe nell’adeguare il nuovo impianto alla legge. È lecito pensare che se al momento della progettazione chi era deputato a decidere avesse preso le decisioni giuste, ora non dovremmo ricalibrare, secondo le norme vigenti, tutto il sistema di illuminazione.

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