SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Dopo averne accuratamente discusso con mio padre Antonio, già Ministro della Famiglia nel primo governo Berlusconi poi Sottosegretario alla Salute nel secondo, oggi Presidente di un ente nazionale di ricerca, e convenuto che egli non potrà scendere in campo per motivi bipartisan relativi il ruolo tecnico attualmente ricoperto, dopo un’attenta analisi del quadro politico di San Benedetto del Tronto, ho deciso di aderire al progetto politico della lista che vede candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative l’amico Paolo Forlì».
Queste le complesse motivazioni che hanno spinto Valentino Guidi alla decisione di candidarsi come consigliere comunale nella lista che appoggerà il candidato sindaco Paolo Forlì, già radicale, e già azzurro di Forza Italia.
«Mio padre comunque condivide, e sosterrà quanto più possibile la mia scelta», informa Valentino Guidi. Che aggiunge: «Il mio impegno politico risale a 10 anni fa, quando, allora giovane socialista, fui chiamato a costituire il gruppo giovanile delle Marche per Forza Italia. Oggi credo sia arrivato il momento di tornare alle mie origini, rientrare nel partito che mi ha portato alla politica, la mia adesione è avvenuta proprio il 19 gennaio, giorno della 6° ricorrenza della morte di Bettino Craxi, indiscusso leader socialista al quale tutto il paese dovrebbe essere riconoscente».
A questo punto Guidi ci rivela che il suo candidato sindaco, oltre che radicale e forzista è stato pure socialista, dato che «con Forlì abbiamo condiviso battaglie e sconfitte, e dopo averne preso visione, posso affermare di avere fiducia in questo progetto, inoltre, ritengo importantissimo l’apporto che saprà fornirci Raffaele Tassotti attraverso la convergenza del suo storico ed importante partito, la Democrazia Cristiana».
Dunque Nuovo Psi più Nuova Democrazia Cristiana. Sulla carta, in partenza, un po’ pochino per puntare alla conquista del più alto scranno dell’emiciclo di Viale De Gasperi, ma ciò nonostante Guidi si dichiara «sicuro che la nostra sarà una proposta vincente poiché essa contiene in sé, al contempo, tutte le tradizioni del nostro paese e tutte le novità di cui questa città ha fortemente bisogno. Ma il 19 gennaio è una data importante non solo per noi socialisti: essa lo è per tutti coloro che credono vi possa essere un diverso modo di governare, un diverso modo di intendere la libertà e la democrazia, di guardare alla società che cambia e che cresce, un diverso modo di fare politica intriso di convinzioni, di responsabilità, di rispetto per la legge».
Ma perché, c’è forse al contrario qualche avversario o concorrente, locale o nazionale, del Nuovo Psi che abbia un modo di fare politica intriso di irresolutezze, di irresponsabilità, di disprezzo per la legge? Almeno prima del voto urge saperlo.
«Bettino Craxi ci ha insegnato che non c’è mai un giorno uguale all’altro», è la conclusione della ponderosa nota, perché «ogni giorno ha il suo lavoro, e il lavoro è gioia perché è l’esercizio dell’intelligenza, e della volontà, che danno la forza di ricominciare anche quando un forte vento ha buttato tutto all’aria come un castello di carte. Noi vogliamo essere interpreti di questa forza; vogliamo offrire a San Benedetto l’opportunità di una grande alternativa e spero che il mio contributo e quello di tanti come me possa essere utile al cambiamento».
Che dire? Il nostro poeta dialettale Giovanni Quondamatteo non avrebbe dubbi: Gninoccie!

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