LA SPEZIA – Una delle migliori tifoserie ammirate al Picco; quantomeno tra tutte quelle viste sinora nel campionato in corso. I colleghi liguri, e non solo, hanno sintetizzato in questo modo la prestazione dei 300 sostenitori rossoblu che hanno raggiunto l’impianto bianconero. Tre pullman, qualche pulmino e svariate macchine private; erano in tanti, anche oggi pomeriggio, nel corso dell’ennesima trasferta a lungo chilometraggio della stagione (più di mille, tra andate e ritorno), a tifare Samb. A dispetto del terz’ultimo posto in classifica.
Nel settore ospiti dello stadio intitolato alla memoria di Alberto Picco, hanno srotolato gli striscioni di tutti i maggiori gruppi della curva Massimo Cioffi, vale a dire Nuova Guardia, Inferno, Fedayn, Nucleo, Baldi Giovani, 1977 (pezze e striscione tenuti in mano per gli interi 90 minuti; grande mentalità la loro) e Onda d’Urto, con questi ultimi che hanno appeso in vetrata l’effigie, grande, del teschio alato. A completare il colorato spicchio rossoblu, la sezione Milano, bandieroni, qualche stendardo e moltissime bandierine – accesissima la porzione dei BG, con i caratteristici vessilli arancioni – a creare un colpo d’occhio di tutto rispetto. Segnaliamo peraltro l’accensione di un paio di fumogeni nel corso della prima frazione di gioco.
La curva di casa (“Un abbraccio al presidente” scrivono, in omaggio al patron bianconero Ruggieri, colpito da un malore di ritorno dalla trasferta di Salerno, domenica scorsa) – caratteristica la sua conformazione a mezzaluna che, ai più fantasiosi, ricorda le curve dello stadio Velodrome di Marsiglia – ha invece inaugurato l’incontro con pom-pon bianchi dal sapore tipicamente anni Settanta, unitamente a bandieroni bianconeri e, in primo piano, la scritta “La vostra grinta per la maglia, anche oggi vincete l’ennesima battaglia?.
Gli occhi sono poi inevitabilmente andati verso il settore distinti, dove campeggiano due storici striscioni del tifo spezzino, ovvero “Qui dove osano le aquile? e “Lasciate ogni speranza o voi che entrate?, scritta quest’ultima che non può non ricordare, agli incalliti tifosi nostrani, il mitico Fratelli Ballarin.
Tornando alla curva di casa, Ultras Spezia, Fronte del Porto e compagnia hanno tifato con discreta continuità, raggiungendo una buona intensità canora, specie nel primo tempo e in occasione dei cori spezzati. Più continuo, ma, naturalmente, meno intenso il sostegno degli ospiti che si sono avvalsi del contributo di diversi tamburi e hanno saputo distinguersi anche per un incessante sventolio di vessilli, nonostante dopo appena un quarto d’ora gli uomini di Antonio Soda siano passati in vantaggio.
Buona, nel complesso, l’acustica dello stadio ligure che, con gli spalti a ridosso del campo, più volte si è saputo far sentire, raccogliendo gli inviti della curva Ferrovia. Nella ripresa, coi rossoblu che attaccavano sotto il settore ospiti, è cresciuto ancora di più il tifo di Onda e soci, che non si sono mai dati per vinti fino allo scadere. Non è bastato; ancora una volta il ritorno nelle Marche sarà di quelli amari. L’unica consolazione? Avere tenuto alto il nome di San Benedetto in una delle piazze considerate tra le più calorose della serie C.
Buona, nel complesso, l’acustica dello stadio ligure che, con gli spalti a ridosso del campo, più volte si è saputo far sentire, raccogliendo gli inviti della curva Ferrovia. Nella ripresa, coi rossoblu che attaccavano sotto il settore ospiti, è cresciuto ancora di più il tifo di Onda e soci, che non si sono mai dati per vinti fino allo scadere. Non è bastato; ancora una volta il ritorno nelle Marche sarà di quelli amari. L’unica consolazione? Avere tenuto alto il nome di San Benedetto in una delle piazze considerate tra le più calorose della serie C.
In ultimo segnaliamo l’esposizione, da parte del gruppo 1977, dello striscione “Per molti 1 ora e mezza di partita…per noi una ragione di vita!”.

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