SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il quartiere Ponterotto non vuole essere la zona dormitorio della città: così si esprime Sergio Pezzuoli, presidente del comitato di quartiere ormai da 6 anni, lamentando una cronica mancanza di attenzione per una zona che rischia di essere considerata periferica nonostante i suoi circa 4000 abitanti.
Ad un anno esatto dall’invio all’amministrazione comunale di un documento contenente l’elenco delle opere pubbliche e delle manutenzioni urgenti da effettuare, è tempo di un provvisorio bilancio. Gli interventi effettivamente compiuti sono pochi. Rimane da riqualificare la zona del torrente Albula a ovest della statale 16, che nei desideri del comitato dovrebbe ospitare una pista ciclabile che eviti agli abitanti di Ponterotto di andare in bici nella pericolosa via Manara. Su questa via, peraltro, mancano delle fermate dell’autobus realmente sicure e confortevoli, dotate di pensiline e di cartelli con orari e percorrenze. Va detto che è stato asfaltato di recente il tratto fra le case popolari e la chiesa “Madonna del Suffragio”, ma il tratto successivo all’altezza del viadotto autostradale rimane pericoloso e necessiterebbe di dossi rallentatori e di una canalizzazione del traffico all’incrocio con Via Madonna della Pietà.
Sono state realizzate le fognature in contrada Colle Franchino, ma vanno sistemate quelle delle case popolari.
Quello dei marciapiedi è un altro problema: bisognerebbe realizzarne almeno su un lato in via Montagna dei Fiori e in via della Resistenza, quest’ultima asfaltata di recente. Il parco in via Manara andrebbe pulito e controllato più spesso, mentre allo stato attuale il comune non si preoccupa della chiusura dei cancelli durante la notte.
Ci sono poi alcune annose mancanze nel quartiere, da troppo tempo irrisolte: vigile di quartiere, ufficio postale, asilo nido, sportello bancario, farmacia, per non parlare della urgente riqualificazione delle vecchie case popolari.
Pezzuoli rappresenta un quartiere che vuole essere reso più vivibile, invece che essere dimenticato a discapito della San Benedetto “da cartolina” verso cui vengono diretti tutti gli sforzi economici. Un quartiere che però ha un fiore all’occhiello che dovrebbe servire da esempio, cioè i locali dell’ ex scuola Borgo Trevisani recentemente adibiti a ludoteca sperimentale a disposizione degli abitanti del quartiere e dell’intera città.

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