CENTOBUCHI – Mercoledì 11 gennaio, allo stadio Comunale di Centobuchi, si è disputata la gara tra la squadra locale e la Jesina, valevole per la diciannovesima giornata del campionato di Eccellenza (terminata in parità, 1-1). Poco prima la fine della partita
un centinaio di tifosi giunti da Jesi hanno tentato di venire a contatto con i sostenitori locali ma la tempestività delle forze dell’ordine presenti ha evitato il peggio. Si sono registrati alcuni danni all’impianto e qualche contuso tra la polizia e la tifoseria ospite.
Gli ultras jesini hanno voluto fare chiarezza, attraverso un comunicato, sull’episodio:
“Gli Ultras Jesi ritengono opportuno intervenire sui fatti di Centobuchi, considerando le inesattezze e le menzogne scritte sui vari quotidiani. Occorre quindi cominciare dal nostro arrivo a Centobuchi dove troviamo solo 2 pattuglie dei Carabinieri a presidiare lo stadio, forse poche per l’afflusso dei sostenitori jesini al seguito della squadra (più di 200 unità).
Nonostante tutto ciò, durante la partita, non si è verificato nessun episodio di particolare rilievo, se escludiamo le solite offese tra spettatori di ambo le parti, nessuna invasione di campo, nessuna sassaiola e tanto meno scontri tra le opposte tifoserie. Forse certe bugie andavano scritte per giustificare quanto è accaduto fuori dallo stadio.
Il parapiglia che si è creato fuori dallo stadio è nato da una frase offensiva rivolta ad una poliziotta in divisa da parte di un tifoso. La reazione di un altro agente, che noi definiamo spropositata, ha causato l’inasprirsi degli animi di tutti i sostenitori jesini, ma va detto che questa situazione si era infine sbloccata e ce ne stavamo andando a casa tranquillamente.
Solo in questo momento due individui hanno cercato di impedirci di montare sul pullman; costoro non si sono identificati ed hanno cominciato ad offendere e provocare, facendoci pensare a tutto ma non ad agenti della Digos in borghese. Di qui siamo stati scortati e condotti fino alla stazione della Polizia di Stato di San Benedetto, fatti scendere uno ad uno, filmati ed identificati.
Solo lì abbiamo rivisto i due individui in borghese che ci avevano provocato prima di risalire sul pullman. Questa è la nostra versione dei fatti, ben diversa da quella dei vari quotidiani di giovedì 12 gennaio nei quali si parla di agenti contusi ma di nessun tipo di abuso al quale abbiamo assistito tutti noi.”

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