SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualità della vita, equilibrio e piena fattibilità sono i requisiti che deve possedere il prossimo piano regolatore di San Benedetto secondo Alleanza nazionale. Ripartire sì dal piano elaborato dal prof. Piergiorgio Bellagamba, ma ristabilendo il primato della politica, “completando e approfondendo? l’analisi della situazione esistente a San Benedetto in materia di urbanistica, in particolare per quanto riguarda gli standard di verde e servizi: gli aspetti più basilari.
An ha presentato martedì 17 gennaio, nella sede di via Montebello, le proprie proposte su urbanistica e lavori pubblici, elaborate dalla terza commissione programmatica costituita dal partito, coordinata dall’ing. Angelo Massi. An ritiene il prg “strumento fondamentale per lo sviluppo della città?, ma ha contestato sin dall’inizio lo scarso coinvolgimento della politica nell’elaborazione del progetto Bellagamba, che però, secondo il coordinatore comunale Luigi Cava, “non va né azzerato come vuole la sinistra, né considerato una bibbia, come vogliono altri? (riferimento all’ex sindaco Martinelli che lo aveva promosso, ndr).
Secondo gli esponenti di An quel “contributo di riqualificazione? che Bellagamba aveva stabilito in 190 euro per metro quadrato di superficie utile rendeva legalmente inattuabile il piano, richiedendo una apposita norma di legge (il nuovo testo unico sull’urbanistica, già approvato alla camera, è in discussione al senato; successivamente anche la regione Marche dovrà adeguare le proprie normative). Proposta una verifica sulle opere di urbanizzazione a carico dei privati.
Massi ha spiegato come rispettare i tre requisiti. Qualità della vita: attraverso verde e servizi adeguati per quantità e qualità, da valutare quartiere per quartiere. Ma anche attraverso la qualità architettonica, degli edifici pubblici (proposto un “censimento critico? per programmarne la manutenzione) e privati. Proposti incentivi per edificazioni ad alto risparmio energetico, termico, acustico, e per il fotovoltaico, anche con “indici premiali?, o premi in volumi edificabili.
Quanto all’“equilibrio?, messo da parte il termine “perequazione?. Massi ha invece parlato di “equa ripartizione dei benefici edificatori?. Ed ha auspicato residenza pubblica diffusa sul territorio (evitando quartieri ghetto di case popolari) e il raccordo con i piani dei comuni vicini, per ottimizzare servizi e risorse. “Piena fattibilità?: acquisizione delle grandi superfici necessarie per raggiungere gli standard di legge di verde e servizi anche con gli strumenti più innovativi, come “project financing? e “accordi di programma pubblico/privato?.
Viabilità ed “emergenza parcheggi?: realizzazione della bretella da Santa Lucia al Ponterotto, al casello di Grottammare, realizzazione di mille-duemila posti macchina, privati e pubblici. Ma anche incentivi al trasporto pubblico, anche con mezzi ecologici.
Quindi turismo, sport, porto, quartieri. Sul primo punto An propone una revisione del piano di spiaggia (in particolare per gli stabilimenti storici e la zona a sud della rotonda di via Mare) e un piano particolareggiato delle strutture recettive esistenti e aumenti di volumi in cambio di alcuni impegni: a restare aperti più a lungo e a non chiedere cambi di destinazione d’uso per almeno 10 anni (la famigerata trasformazione in appartamenti subito dopo aver ottenuto benefici edificatori). An si impegna alla realizzazione della città dello sport.
È poi noto il recente avvio di uno studio di fattibilità di una Società di Trasformazione Urbana (Stu), per pianificare, progettare, realizzare e gestire l’aerea del porto. Anche su questo An chiede che la politica non perda il proprio primato, nel fornire gli indirizzi da seguire. An propone la messa in sicurezza del paese alto con interventi sulle grotte e la rete fognaria e con incentivi per insediarvi attività produttive caratteristiche. Per la sentina il recupero dei casolari esistenti, per finalità funzionali alla riserva naturale.
Infine la messa in sicurezza del Tronto, tramite la prosecuzione dei lavori sulla rete fognaria, sui fossi e gli affluenti del fiume. Polemica sulla mancata costruzione dei nuovi ponti stradale e ferroviario da parte della provincia di Ascoli con i fondi già stanziati nel 2001 per 33 miliardi di lire e sulla priorità assegnata al ponte stradale, meno importante dal punto di vista della sicurezza (ma l’iter burocratico è diverso; la pratica è in carico alla provincia di Teramo).

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