Giovedì sera, nel corso di una conferenza organizzata da “La Bibliofila” in collaborazione con il Corriere Adriatico, è stato presentato il libro di Carlo Carboni “Un nuovo Marchingegno. Declino o svolta del modello Marchigiano di sviluppo?. Alla presentazione, che si è svolta a Porto D’Ascoli presso il Circondario della Provincia, hanno partecipato il professor Enzo Pesciarelli, preside della facoltà di economia Giorgio Fuà dell’Università Politecnica delle Marche, il dottor Paolo Traini, direttore del Corriere Adriatico, la dottoressa Valentina Conti, editrice di ‘Affinità Elettive’, Mimmo Minuto, de “La Bibliofila” e l’autore del libro, Carlo Carboni.
Gli interventi introduttivi degli intervenuti sono stati molto interessanti, e la discussione è stata aperta dal professor Milanacci, docente di diritto, che ha spiegato l’origine del testo, scaturito da una serie di articoli apparsi sul Corriere Adriatico, relativamente a delle riflessioni sulla vita economica delle Marche: da che parte va la nostra regione e qual è il futuro della sua vita economica.
L’omino sospeso, che compare nel disegno della copertina, rispecchia eloquentemente la situazione marchigiana, attualmente in una fase di sospensione dopo anni di grande sviluppo. Soprattutto dagli anni settanta la regione Marche ha rappresentato un eccellente modello economico, basato principalmente sulla piccola e media industria, ma che attualmente, di fronte all’imprescindibile confronto internazionale, si è arenata.
Il professor Carboni ha spiegato l’intenzione del testo, che non vuole dare una precisa soluzione, ma mettere a fuoco le problematiche di un’economia che non va avanti. Ha inoltre spiegato che la sospensione di cui tratta, riguarda anche uno stato sociale e culturale: i valori non sono più quelli del passato, ma questi non sono stati sostituiti. Secondo l’autore, sono necessari nuovi e chiari riferimenti per un particolare momento di scelte e decisioni, e quindi è necessario un “marchingegno?, come creatività e soluzione delle problematiche.
Il professor Pesciarelli ha espresso il suo parere riguardo una possibile soluzione: è necessario un intervento pubblico oculato ed un recupero della qualità delle istituzioni, in quanto direttamente proporzionali ad un alto sviluppo dell’economia.
Tutti gli interventi hanno rilevato l’importanza di una svolta culturale, poiché lo sviluppo locale non è solo crescita economica ma anche evoluzione della cultura. Di conseguenza è di notevole importanza il ruolo dell’Università, per preparare imprenditori competenti e pronti a confrontarsi con le realtà internazionali. Un alto livello della qualità imprenditoriale potrà consentire un miglioramento futuro dell’economia della regione.
A questo riguardo è stata esposta l’importanza della sede di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, presso l’edificio Vannicola di Porto D’Ascoli, dove è previsto un probabile sbocco in economia del turismo, tematica strettamente collegata alla realtà della nostra città.

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