SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Intensa attività di controllo del pescato da parte della Capitaneria di porto di San Benedetto durante le festività natalizie. Nel periodo che va dal 1 dicembre al 10 gennaio, gli uomini del comandante Giuseppe Aulicino hanno infatti effettuato sequestro di pesce sulla banchina e multato alcuni commercianti per non aver esposto le informazioni di legge sulla provenienza del pesce (norme sulla etichettatura o “tracciabilità? dei prodotti ittici).
In un punto vendita all’ingrosso di Pedaso e in uno al mercato ittico di San Benedetto sono stati sequestrati complessivamente circa 600 kg di vongole sotto misura (fissata dal regolamento della Comunità Europea in una lunghezza minima di 2,5 cm). Sequestrati inoltre direttamente allo sbarco, sulla banchina del porto di San Benedetto, 257 kg di merluzzi (20 cm è il minimo regolamentare, 11-12 cm erano le dimensioni dei merluzzi sequestrati) e 50 kg di rane pescatrici, la cui lunghezza variava da 13 a 17 cm, contro i 30 regolamentari.
Gli uomini della Capitaneria di porto hanno denunciato penalmente i comandanti dei 10 pescherecci su cui è stato trovato il pesce sotto misura. La pena stabilita dal giudice è solitamente una multa che si aggira intorno ai mille euro.
Controlli, come si diceva, anche sul fronte dell’etichettatura del pesce, ovvero sull’indicazione della provenienza: se il pesce sia pescato, allevato (e dove), oppure congelato. L’ultimo verbale è stato elevato giovedì scorso, 5 gennaio, al titolare di una pescheria di Castel di Lama. Il 23 dicembre, invece, era stato multato un centro commerciale di Grottammare. In entrambi i casi l’importo da pagare è di circa 1200 euro.

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