ACQUAVIVA PICENA – Subito dopo l’Epifania è tornato nella cittadina picena, puntuale come ogni anno, il tradizionale appuntamento con Jeme a cantà Sant’Antonie, l’itinerante manifestazione acquavivana promossa dall’Associazione culturale San Francesco in occasione della festa di Sant’Antonio abate.
Patrocinata dal Comune di Acquaviva Picena, in collaborazione con i Frati Agostiniani Scalzi del locale Convento San Lorenzo martire, nel 2006 tale iniziativa festeggia il ventunesimo compleanno. Nata nel 1985, fu allora ideata per riportare in vita una pagina di storia locale particolarmente cara alla cittadinanza: quella delle “pasquelle”, scomparse in seguito all’urbanizzazione e all’industrializzazione post belliche ed al conseguente spopolamento delle campagne.
Erede degli antichi “questuanti?, durante la settimana che precede la ricorrenza, dal 7 al 15 gennaio, un gruppo d’allegri cantori “acquavivanti?, armati di cembalo, triangolo, tamburello ed organetto, gira per il paese e le campagne circostanti cantando una canzone (che narra le gesta del monaco anacoreta e la prepotenza del demonio tentatore), il cui ritornello suona così: “Per dispetto del demonio, faremo festa a Sant’Antonio?; soffermandosi davanti ai portoni delle abitazioni.
I fondi raccolti durante il loro peregrinare vengono destinati ad iniziative a scopo benefico e all’organizzazione della XXI festa dell’Anziano. Prevista per domenica 5 febbraio, anche quest’anno comprenderà il consueto pranzo presso l’hotel Abbadetta riservato agli ultrasessantaquattrenni. Durante il banchetto, estrazione dei ricchi premi della lotteria legata a “Jeme a cantà Sant’Antonie? (fra cui, salumi e vini di produzione locale).
I festeggiamenti culmineranno domenica 15 gennaio nella solennità di Sant’Antonio abate. Momento centrale della giornata, dopo la benedizione dei panini che avverrà nella mattinata, la processione, nel pomeriggio, con il simulacro del santo, venerato nella chiesa San Lorenzo martire. Subito dopo, la benedizione degli animali, che avrà luogo presso il piazzale antistante l’edificio religioso, da parte di Padre Raimondo, priore dei Frati Agostiniani Scalzi.
Allora, “gente e amici, garbatissimi e galanti…, per dispetto del demonio, ? facciamo tutti “festa a Sant’Antonio!?.

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