NOVARA – Eravamo rimasti alla cinquantina di irriducibili giunti all’Euganeo di Padova per l’ultima gara del girone di andata. Oggi, al Silvio Piola di Novara, per la prima gara del nuovo anno – si tratta peraltro della giornata che segna l’avvio della seconda porzione di campionato – erano più di cento a sostegno della compagine del neoallenatore Giuseppe Giannini; un seguito da non disdegnare, in considerazione dei 560 chilometri, sola andata, da coprire per arrivare nella città di San Gaudenzio.
Ricompaiono gli striscioni da trasferta di Baldi Giovani e Nucleo, mentre l’Onda d’Urto si rappresenta nella pezza con impressa la data di nascita del gruppo del teschio alato, il 1977; le sigle Cioffi vive, Giorgio con noi, Castorano, Nuova Guardia (stendardo) e Milano completano il settore ospiti dell’impianto piemontese.
Attorno alle 2.500 unità il pubblico del Piola; abbastanza gremita la tribuna, poco rilevante il colpo d’occhio dei distinti, come pure la curva di casa non si presenta al completo. Appena un paio di centinaia gli ultras azzurri in piedi a cantare; i restanti tifosi che presenziano il settore popolare del Piola se ne stanno invece comodamente seduti.
Riposto in soffitta lo striscione della Legione 1983 – gruppo portante novarese scioltosi lo scorso ottobre – i fans azzurri impostano la Nord all’inglese, con pezze appese sull’inferriata:
Blue Army, Acab e Vecchia Guardia tra gli stendardi che si possono notare. Palloncini bianchi e blu, unitamente ad un paio di bandieroni, la coreografia dei piemontesi prima del via delle ostilità.
Seppure non numerosi, come detto, gli ultras di casa si faranno apprezzare, nel corso della gara, per un tifo asciutto e costante: manate e cori secchi alternati con grande volontà, anche quando la compagine di Antonio Cabrini si ritrova sotto di due reti.
In quel momento sale il sostegno degli ospiti, i quali però, nel complesso, non impressionano. I noti fatti accaduti prima della fine dell’anno, si stanno inevitabilmente ripercuotendo sulle sorti del tifo rivierasco: seguito minore in trasferta e, soprattutto, un entusiasmo – anche e soprattutto a causa dei cattivi risultati della squadra – affievolitosi.
Anche oggi nessun ‘vocalist’ a condurre la performance canora dei marchigiani ed un sostegno troppo discontinuo e spesso sotto tono. Non era impresa impossibile tenere testa ai padroni di casa e invece il pomeriggio novarese ha segnato il dominio degli ultras azzurri.
In ogni caso, in casa rossoblu, in attesa di ulteriori acquisti e di una squadra, contro il Teramo, domenica prossima, che si preannuncia mutata quasi in toto, oggi ci è parso constatare un clima leggermente migliore: Zanetti e soci hanno giocato dignitosamente e, per una volta, non abbiamo assistito ai fischi e agli improperi cui negli ultimi tempi eravamo, nostro malgrado, testimoni.

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