“Una volta pensare al futuro era più facile: avevi un bel gruzzoletto, per esempio la liquidazione, un’eredità ecc, lo mettevi in banca, con gli interessi racimolavi un piccolo stipendio senza intaccare il tuo piccolo o grande capitale. Oggi è tutto cambiato, i soldi in banca non fruttano nulla, tanto vale spenderli o acquistarci immobili.
Tenere i soldi in banca non conviene più? Lo chiediamo al presidente della Banca Picena Truentina, Gino Gasparretti.
“Per i depositanti problemi non ci sono mentre bisogna stare attenti ad azzeccare gli investimenti. Colloquiare con una banca locale è sicuramente più facile. Chi vive nel territorio riesce a comprendere e suggerire soluzioni meglio di chi è abituato a realtà diverse dalla nostra. Anche se non si può fare di tutta l’erba un fascio�
Si riferisce a sedi locali che hanno però la direzione generale a tanti chilometri di distanza?
“No, voglio solo dire che le strategie vengono sempre dall’alto ed il rapporto diretto è molto importante. Anche se in fin dei conti tutto è opinabile. Una mia massima è questa: un animale esotico in giardino? Bene voglio un leone, dammene uno buono. Il problema non è l’animale esotico ma se è buono o cattivo.�
Gli sportelli bancari continuano a crescere…
“Perché siamo una riviera ricca, San Benedetto in particolare. Abbiamo 30 agenzie immobiliari, un numero incredibile che fa diventare il territorio appetibile per le banche�
Torniamo agli investimenti e a quello che sta succedendo con la Banca Antonveneta, con la vicenda Fiorani, Fazio ecc. Nonostante tutto conviene ancora ricorrere ai vecchi libretti di risparmio tanto cari ai nostri nonni?
“Difficile capire quello che può essere successo a così alti livelli, il problema è troppo grande per noi della provincia. La mia unica meraviglia è che gli ispettori della Banca d’Italia sono molto pignoli, controllano anche il pelo nell’uovo�
Anche loro sono… uomini.
Grazie e buon 2006 a lei e alla nostra Picena Truentina.

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