Il Movimento Pendolari dell’Adriatico appoggia pienamente la scelta del Presidente Spacca e dell’Assessore regionale ai trasporti Pietro Marcolini di aprire una vertenza contro il gruppo Ferrovie dello Stato. E’ in linea con la Regione Marche anche la scelta di questo Movimento di intraprendere il prossimo Gennaio un’azione legale contro il gruppo Ferrovie dello Stato per gli innumerevoli disservizi e la condizione disastrata in cui versa da qualche anno il trasporto su ferro delle Marche. Rimane comunque da sciogliere il nodo principale, ovvero identificare chi è responsabile di questa situazione e prendere provvedimenti nei suoi confronti.
“Chiediamo che la dirigenza regionale del gruppo Ferrovie dello Stato venga destituita, nello specifico quella di Trenitalia ed RFI – dichiara Luca Abeti, Presidente del movimento – la principale causa della pessima situazione in cui verte il trasporto ferroviario nella nostra regione è dovuta al cattivo management di queste società negli ultimi anni”.
“Lo chiediamo sia come pendolari che come cittadini, in quanto, fino a prova contraria, Trenitalia e l’intero gruppo FS sono società il cui maggior azionista è il Ministero del Tesoro (fatto che tra l’altro non compare neanche nei siti web delle due aziende)”.
“Trenitalia Marche deve capire che sia i pendolari che gli amministratori non possono vivere di sole promesse; soprattutto noi,decine di migliaia di studenti e lavoratori, che passiamo ore della nostra vita in treno, ogni giorno. E’ inutile piangersi addosso o scaricare la colpa su qualcun altro, se le Marche hanno raggiunto questo triste primato negativo la colpa è della dirigenza regionale delle ferrovie la quale evidentemente non si è attivata nell’interesse dei cittadini marchigiani e di cui chiediamo la rimozione.”
“Gli orari, i tempi e le tratte devono essere pensati prima di tutto sulle esigenze dei cittadini, e solo poi in funzione dei bisogni dell’azienda, e non il contrario, come invece è avvenuto fino ad oggi. C’è uno sbaglio di fondo nelle Marche, Trenitalia pensa solo ai numeri, al bilancio e a tirar fuori delle dubbie cifre di soddisfazione dei clienti e puntualità dei treni che si aggirano attorno al 100 per cento. Mentre noi pendolari in realtà sia d’estate che d’inverno soffriamo delle situazioni insostenibili sui treni regionali.”
“Le risposte forniteci dall’Ing. Claudio Teti e dall’Ing. Danilo Antolini in merito ai disservizi continui nella nostra regione sono insoddisfacenti e chiediamo alla direzione nazionale di Trenitalia nuovi dirigenti oltre che nuovi treni per il 2006. Nuovi dirigenti ad amministrare i nostri soldi e nuovi treni che è inammissibile vengano distribuiti a tutte le regioni tranne che alle Marche. Ci è giunta addirittura voce che per il 2006 la regione Sicilia ha ottenuto 40 nuovi treni minuetto di ultima generazione. E noi continuiamo a collezionare gli “scarti? delle altre regioni e a pagare sempre di più, come contribuenti e come pendolari. Da Luglio 2005 infatti gli abbonamenti mensili non hanno più la durata di 30 giorni dalla obliterazione ma sono basati sul mese solare comportando di fatti un tacito aumento del biglietto alla fine dell’anno, così come accade sui treni InterCity Plus per i quali c’è da pagare una “prenotazione obbligatoria? che altro non è che un espediente per l’aumento coatto del prezzo.”
“Questa cattiva gestione deve finire, chi ne è causa deve assumersi le proprie responsabilità ed andarsene. Lo “scarica barile? è una prassi consolidata all’interno del Gruppo FS, lo constatiamo ogni giorno, quando per un ritardo o una coincidenza persa le società in cui è diviso il gruppo si rimbalzano la palla finché nessuno ha colpe e nessuno paga, di fatti, per il disservizio causato. Sembra quasi che la suddivisione in oltre trenta tra società e sotto-società di Ferrovie dello Stato Spa sia pensata con il preciso scopo di non far ricadere su nessuno la colpa dei disservizi e forse anche quella dei disastri ferroviari.”
“Noi pendolari siamo stufi, la vertenza della Regione Marche non è che l’inizio, la punta dell’iceberg di quel disagio che decine di migliaia di cittadini marchigiani vivono ogni giorno sulla propria pelle e che ora inizia a manifestarsi.”

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