CARACAS – «Nei momenti difficili, e quello che stiamo attraversando lo è, si impone di far tesoro del luminoso retaggio che ci viene dai pionieri, unendo volontà, sforzi e capacità per far fronte alle emergenze fino a superarle».
Abbiamo scelto le parole di Gaetano Bafile, direttore del quotidiano italo-venezuelano La Voce d’Italia, per augurare Buon Anno 2006 anche a tutti i nostri lettori. Bafile, aquilano doc, in Sudamerica dal dopoguerra, ha fondato e dirige da 55 anni nella capitale del Venezuela un giornale che è diventato punto di riferimento per tutta la numerosa comunità italiana, fra cui tanti piceni e marchigiani. Amministratore del giornale è un nostro caro amico sambenedettese, l’ingegner Antonio Romani.
«È già tanto, e lo si può affermare senza incorrere in peccato di presunzione – prosegue Bafile nel suo editoriale pubblicato sull’ultima edizione del 2005 della Voce d’Italia – quello che gli italiani del Venezuela hanno a tutt’oggi realizzato per onorare le origini e ripagare la generosità di una terra per molti di noi Patria di adozione e Patria dei nostri figli. E tanto è quello che ci si promette di dare in appresso, una volta dissipate le ombre addensatesi attorno all’avvenire».
«I sacrifici, le sofferenze, le buone prove disseminate lungo il cammino fin qui percorso hanno finito col maturare la nostra Comunità, divenuta una vigorosa provincia venezuelana senza perdere il prezioso patrimonio delle origini», aggiunge con orgoglio Gaetano Bafile, perché «l’Italia fuori d’Italia è un’altra oggi, tant’è che non a caso le è stato riconosciuto il diritto di voto, dopo le infiammate battaglie che hanno avuto tra gli esponenti di prima linea il nostro Ministro Mirko Tremaglia».
«Tutto sommato – è la conclusione di Bafile – questa innovazione che finalmente conduce nostri rappresentanti a Palazzo Madama e a Montecitorio e implica concreti impegni della Madrepatria verso le sue ammirate propaggini nel mondo, e con la maturità che la nostra Collettività e le sue istituzioni stanno oggi esprimendo, possiamo augurarci e vi auguriamo di poter salutare con serenità e ottimismo l’anno nuovo».

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