SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunga la sosta in serie C. Si torna in campo il prossimo 8 gennaio, ultimate le festività natalizie, Befana compresa. Torneranno a riempirsi anche gli stadi.
Fin qui, 153 le gare disputate nel C1/A, 150 quelle nell’altra divisione – all’appello mancano Napoli-Grosseto e Lanciano-Lucchese, incontri rinviati e da recuperare, oltre a Juve Stabia-Lucchese, giocata a porte chiuse – i numeri, grazie soprattutto alle due ‘nobili decadute’ Napoli e Genoa, capaci di portare nei rispettivi impianti pubblici degni della massima categoria, non sono da disprezzare.
Anzi, quest’anno la forbice tra le due divisioni – solitamente abissale la differenza tra il girone B, abitato sino all’anno scorso da piazze del meridione e dunque più calde e passionali, e il girone A, appannaggio delle compagini settentrionali, quindi più fredde e distaccate – appare decisamente diminuita. Almeno n questo senso il ‘rimescolamento’ pensato dal presidente di Lega Mario Macalli ha sortito i suoi effetti.
2.888 la media del C1/A (441.892 gli spettatori totali nel computo delle diciassette giornate andate in archivio), 3.542 nel C1/B. Molto meglio rispetto all’anno passato, quando al termine delle trentaquattro giornate, la divisione occidentale fece registrare una media partita pari a 1.970 unità, a fronte dei 4.843 della divisione orientale.
Già scandagliati nel recente passato i numeri degli abbonati – primeggiano Napoli (13.738) e Genoa (15.355), manco a dirlo -, per quel che concerne il dato relativo alle medie fatte registrare sinora, nel girone A comanda il San Paolo (22.257), che stacca abbondantemente gli altri impianti: seguono Pisa (5.768), Lucca (5.227), Foggia (4.664), Perugia (4.544) e Frosinone (2.945).
Medesimo discorso per l’altro girone, dove il Genoa, 17.710 tifosi rossoblu ‘fissi’, non teme il confronto con le alte tifoserie. Sulla seconda poltrona troviamo lo Spezia (4.279); a seguire il Padova (3.637), la Salernitana (3.552), il Novara (3.113) e la Samb (2.925).
Il pubblico del Riviera delle Palme si ritrova insomma solo al sesto posto. Sull’ago della bilancia, hanno pesato, come noto, sia il cattivo andamento della squadra, sia i problemi interni alla tifoseria organizzata, orfana negli ultimi tempi del Centro Coordinamento Club.
Il dato in questione in ogni caso è il più basso fatto registrare nel computo delle quattro stagioni di C1 collezionate dopo le annate tra i dilettanti: 5.842 la media del primo anno in terza serie (stagione 2002-’03), praticamente il doppio dei 3.000 scarsi attuali; 4.201 l’anno successivo e 4.075 il torneo scorso.
In ultimo le tre partite di terza serie che hanno fatto registrare i numeri più alti. A Napoli-Sangiovannese la palma di match più popolato della stagione, con 33.585 spettatori sugli spalti del San Paolo. A ruota sempre l’affezionato pubblico partenopeo, in 28.386 per il derby campano al cospetto della Juve Stabia, unitamente all’inedito – tornava a distanza di quasi trentacinque anni – derby ligure tra Genoa e Spezia (25.664).
Il rovescio della medaglia: 276 tifosi per Cittadella-Pro Sesto. 300, ufficiosi, per la sfida tra Juve Stabia e Manfredonia sul neutro di Gallipoli.

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