Il 28 gennaio alle ore 11,30 in via Madonna della Pietà, presso la Caritas Diocesana, verrà inaugurato un nuovo e più rispondente centro d’ascolto. I lavori sono iniziati a giugno ed ora si stanno epr concludere. Dalla melma e dalla sterpaglia, sono stati ricavati molti locali, tutti con ingresso autonomo, una sala di attesa e di accoglienza, un deposito vestiario, un magazzino per alimenti con annesse celle frigorifere, quattro docce, molti servizi, la lavanderia e la mensa, che da via Giovanni XXIII verrà sistemata definitivamente là con ingresso in via Manara. A disposizione degli utenti, che si sono finora serviti dello spazio dietro la scuola elementare di via Moretti, ci sarà un cucina attrezzatissima con più fornelli, quattro forni un attrezzo per cucinare la pasta ed un altro per friggere e una sala da pranzo ben arredata con TV e una macchina per il caffè. Due saranno i cuochi che ogni giorno prepareranno i pasti che due volontari serviranno ai dodici tavoli da sei a disposizione.
E’ questo il primo intervento, costato 250 mila euro e finanziato grazie alla Fondazione Carisap e l’otto per mille della Chiesa Cattolica, ed alla “Casa della Carità?, una struttura che prevede anche la disponibilità di dodici miniappartamenti sempre destinati ai più bisognosi. Intanto il primo piano dello stabile Caritas ospita vari uffici, la “Cappellina della Divina Provvidenza? e alla fine di gennaio un poliambulatorio dove i medici cattolici di San Benedetto, coadiuvati da una infermiera dell’ospedale civile (la signora Rita Matricardi) si renderanno disponibili per visite specialistiche gratuite. “E’ un ambulatorio a tutti gli effetti – spiega il direttore Caritas Umberto Silenzi – con tanto di attrezzatura medica ed autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti. Quando si dice la Divina Provvidenza.. Inoltre abbiamo attivato la campagna “Medicinali per la vita? con la quale contiamo di rifornirci di tutto il materiale sanitario utile?.

L’?Osservatorio della povertà e delle risorse? Caritas nel 2005 ha registrato1700 persone (40% italiani e 60% stranieri, rumeni, polacchi, marocchini, ucraini..). Le loro storie parlano di miseria materiale, di malattia e di solitudine. “Ci sono singoli ma anche intere famiglie – ci dice Silenzi – che vengono qui e chiedono la soluzione ai loro problemi, il pagamento delle bollette, un lavoro, un disagio dovuto alla droga o all’alcol … e noi cerchiamo di accontentarli, facendo la carità e non l’elemosina, con ciò che io chiamo “la fantasia della carità?cioè anche con le bancarelle dove vendiamo di tutto. Sotto Natale abbiamo raggranellato circa 3500euro e a S. Martino 1200 euro. Si fa quel che si può…?

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