Ritorna anche per il 2005 ‘Natale al Borgo’, immancabile appuntamento delle festività natalizie. La manifestazione, che ripropone anno dopo anno le scene di vita quotidiana sambenedettese proprie di inizio secolo, si arricchisce quest’anno di nuovi attori e storie, come ha raccontato a Sambenedetto Oggi il regista e autore delle ‘commedie’ Alfredo Amabili.
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Natale al Borgo festeggia il decennale. Quali sono le novità per questa edizione?
Innanzitutto uno speciale riconoscimento in chi ha creduto in questa manifestazione fin dall’inizio, e in questo senso mi rivolgo agli attori: alcuni dei protagonisti lavorano con noi da ben dieci anni, e sicuramente vanno ricompensati. Ma non mancheranno anche le sorprese per il pubblico.
Con nuove scene?
Sì, gran parte delle venti scene sono nuove. Ho finito di scriverle ad ottobre, e da allora stiamo provando per ‘la prima’ di lunedì 26 dicembre.
Quanti sono gli attori? È stato facile trovare chi recita in dialetto?
Per questa edizione abbiamo circa 85 attori, un numero maggiore rispetto al passato, in una sorta di ricambio generazionale. La prima difficoltà è stata mettere tutti d’accordo, organizzandosi sui tempi delle prove, visto che ormai stiamo provando da quasi due mesi, e sui ruoli: volevano tutti recitare, e nessuno si accontentava di fare la comparsa.
Gli attori sanno già recitare in dialetto?
Molte delle persone che decidono di partecipare a ‘Natale al Borgo’ non sono attori né sanno parlare il dialetto sambenedettese: diversi provengono da Porto d’Ascoli o Grottammare, per un’età media che va dai ragazzi della prima media agli ottantenni. Alcuni dei protagonisti provengono invece dalla ‘Ribalta Picena’, e quindi sono più abituati a fare teatro.
È difficile avvicinare i giovani a questo tipo di manifestazioni?
Nel gruppo ci sono circa quindici giovani, è ovvio che lo scelgono come hobby, sebbene si impegnino con grande sacrificio.
Di cosa parleranno le scene?
Essenzialmente saranno incentrate sulla figura del curato, (questa edizione è dedicata a Monsignor Traini) e sulle figure femminili attorno le quali ruotava la vita dell’Ottocento. I temi trattati sono quelli del tempo: i litigi, la chiesa, i drammi familiari, la fame. Ci sono anche più ‘signori’ che si divertiranno a prendere in giro i popolani. Tutte le scene si svolgeranno all’aperto per una durata complessiva di circa un’ora e mezza.

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