SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ Natale, è tempo di Natale al Borgo. Puntuale come avviene dal 1996, la manifestazione vernacolare che si snoda per vicoli e viuzze del Paese Alto di San Benedetto è tornata anche quest’anno, come al solito il 26 e 27 dicembre (dalle 15 alle 21), grazie alla grande passione di attori e attrici, del Comitato di Quartiere del Paese Alto e del regista Alfredo Amabili.
Si tratta di un appuntamento che, per San Benedetto e i sambenedettesi, ha un fascino particolare. Il vero dialetto sambenedettese è oramai, per questioni demografiche, appannaggio dei meno giovani (anche se, vi stupirete, proprio grazie a Natale al Borgo ci sono dei ragazzini che sembrano nati al tempo di Bice Piacentini!). Riascoltarlo, e assieme rivivere le scenette che riproducono la vita sambenedettese di inizio secolo, non è solo un modo per trascorrere due giorni in allegria e spensieratezza, ma anche per capire, live, come si sviluppava la vita dei nostri nonni, quella vita che molti attori di Natale al Borgo hanno avuto modo di intravedere da bambini prima che il progresso cambiasse radicalmente lo stile di vita.
Per questo motivo, oltre per il fatto che tutti, attori e organizzatori, recitano solo per passione, senza nessuna remunerazione (“La nostra cultura non ha prezzo?, ricorda spesso la presidentessa del quartiere Patrizia Logiacco), ci sentiamo di chiedere ai futuri amministratori di San Benedetto (troppo spesso… distratti da beghe interne) di essere vicini a questa come ad altre manifestazioni che tengono in vita la lingua sambenedettese e, oltretutto, sono un fattore di importante richiamo turistico (prova ne è che la scorsa estate è stata proposta una edizione estiva).
Qualche criticone (non mancano mai, specialmente a San Benedetto), avrà da ridire sulla recitazione, non sapendo che spesso (quasi sempre), più che sentirsi in scena attori e attrici non fanno altro che rappresentare i comportamenti e gli usi dei loro nonni, di cui sono testimoni diretti.
è vero, non ci sarà Angelina Jolie o Tom Cruise, ma volete mettere vedere la recita di (in ordine sparso e casuale): la mercante, la fenarètta, la cacalesce, due delle sorelle la gijèlle, l’asculà, la viulètte, la saccòne, lu prichiò, la pelendona, la belviso. Scusate se è poco.

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