SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non c’è pace in riva all’Adriatico. Giuseppe Giannini darà il là, martedì prossimo, quando è prevista la ripresa degli allenamenti di Martini e compagnia, al quarto interregno della tribolata e sorprendente stagione in riviera. Il giorno seguente (mercoledì 28) poi si terrà la presentazione del nuoto staff tecnico rossoblu.
Ortega, Galderisi, Zecchini. Tre uomini, tre allenatori, tre storie diverse ma dall’epilogo molto simile. L’argentino, il cui arrivo in rossoblu era stato ‘benedetto’ dall’ex consulente di mercato Vincenzo D’Ippolito, ‘sedette’ sulla panchina rivierasca una quindicina di giorni, vale a dire dal 16 luglio, giorno della sua presentazione, al 31 dello stesso mese, quando il tecnico sudamericano presentò le proprie dimissioni, motivandole con un “non sento più intorno a me la fiducia di tutta società: il piano di lavoro comune tra me e l’avvocato D’Ippolito non sembra sia più condiviso dal resto della dirigenza?.
L’allora presidente Umberto Mastellarini, dopo un paio di settimane (era il 13 agosto) chiamò nelle Marche Giuseppe Galderisi, su consiglio, si disse, della cordata di imprenditori pavesi pronti a subentrare all’imprenditore di Giulianova.
E proprio a Pavia, dove gli uomini di mister Torresani ebbero ragione di Martini e soci col risultato di 2 a 0, terminò l’avventura in rossoblu per l’ex Mundial, al quale il 17 ottobre subentrò Luciano Zecchini, ex “calciatore freak? – fu lui stesso a definirsi così –, il quale sin da subito ammise che per essere competitiva la Samb abbisognava di alcuni rinforzi.
La nuova società, nel frattempo Mastellarini aveva ceduto il testimone all’imprenditore romano Alberto Soldini, non gli ha dato questa possibilità, visto che giovedì scorso l’ex Teramo è stato ‘silurato’. Zecchini ha pagato il cattivo trend intrapreso dalla squadra rivierasca nelle ultime nove partite: appena sei i punti incamerati, frutto di una vittoria, tre pareggi e cinque sconfitte, l’ultima delle quali maturata sul campo del Padova. Non gli è insomma stata data l’opportunità di mettersi alla prova con un parco giocatori all’altezza.
Il tutto nonostante lo stesso Soldini, alla vigilia del doppio impegno Giulianova-Padova, avesse assolto sia l’allenatore di Forlimpopoli che la squadra, ritenute vittime di una particolare situazione psicologica, figlia della precedente gestione societaria. Il coup de téatre era però dietro l’angolo, se è vero, come è vero, che, seguendo il suo istinto, Soldini ha poi deciso di cacciare e l’allenatore e Miele e Preiti, in procinto di rivestire i ruoli rispettivamente di direttore generale e direttore tecnico.
Dalla sua Varese, Luciano Zecchini, contattato all’indomani dell’esonero, non intende commentare quanto è successo. “Voglio uscire in grande silenzio da questa situazione. Preferisco insomma mantenere un certo distacco, credo che sia la soluzione migliore. Se verrò a salutare la squadra? Credo di sì, appena avrò la possibilità lo farò senz’altro?.
Insistiamo: quanto è amareggiato Zecchini da questo imprevedibile epilogo?
“Ripeto – replica il diretto interessato -, le mie considerazioni, chiaramente un’idea me la sono fatta, preferisco tenerle per me. Posso dire che non serbo a nessuno né astio né rancore. Il tempo è galantuomo, come si dice in questi casi, ma non ho dentro di me un sentimento negativo. Non sono solito guardare al passato, mi attengo al presente, quando una cosa passa, preferisco lasciarmela alle spalle senza pensarci più. Non dimentico certo le esperienze passate, ma non vivo di ricordi?.
Un capitolo chiuso insomma, la Samb. Martedì prossimo se ne aprirà un altro. A Giannini, Pruzzo e compagnia il compito di creare le premesse per un lieto fine.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 917 volte, 1 oggi)