SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Allenatore Giuseppe Giannini. Vice allenatore Roberto Pruzzo. Alberto Soldini, tifoso della Roma – come lo stesso imprenditore romano ha avuto modo di ammettere nel corso della conferenza stampa di presentazione dello scorso 4 dicembre – tinge di giallorosso la sua Samb, chiamando in riviera due delle più grandi bandiere del calcio capitolino, sponda romanista.
La scelta dell’ex numero 10 della Roma confermerebbe che il patron rivierasco si stia affidando a Moggi per rifondare la compagine rossoblu.
Una rifondazione che è partita dalla fondamenta: via Luciano Zecchini – lo condannano i sei punti racimolati in nove partite; l’ex Teramo a sua volta era subentrato a Giuseppe Nanu Galderisi, all’indomani della trasferta di Pavia – ecco il Principe, come solevano chiamarlo all’ombra del Colosseo, in virtù dell’eleganza con la quale sapeva calcare i campi di calcio. Terzo condottiero rossoblu nello spazio di appena quattro mesi.
L’ex regista della Roma, 41 anni – coi lupacchiotti ha giocato quasi per l’intera durata della sua carriera (dall’82 sino al 5 maggio del 1996, data di Fiorentina-Roma 1-4) – ha collezionato, nel computo delle esperienze maturate con le maglie di Roma, appunto, Sturm Graz (nel ’96), Napoli e Lecce (brevissime queste due ultime avventure; Giannini in ogni caso contribuì al ritorno nella massima serie dei salentini) 437 partite, impreziosite da 75 reti. In più: 47 gettoni (6 reti) con la nazionale maggiore – fu fra i protagonisti delle ‘notte magiche’ del ’90 – e 21 con l’Under 21.
Dopo l’addio al calcio, consumatosi la sera del 17 maggio 2000, davanti a 50.000 tifosi romanisti, il Principe intende intraprende la carriera di allenatore, il cui patentino consegue nel luglio dell’anno scorso.
In precedenza riveste il ruolo di consulente tecnico per le Rappresentative dei Giovanissimi e Allievi della Regione Lazio, poi nell’estate del 2004 la chiamata di Giuseppe Coccimiglio, neo patron del Foggia che, nella speranza di ripercorrere i fasti di Zemanlandia, affida la panchina rossonera al debuttante Giannini.
Interpellato in merito al credo tattico, alla vigilia dell’avventura nel torneo C1/B – vi militò, ricorderete, anche la Samb di Davide Ballardini – Giannini rispose convinto: “Non ho un modulo fisso. Amo molto adattare la squadra all’avversario e alla partita. Però posso dire che è una mia priorità attaccare, aggredire l’avversario perché le partite si vincono facendo un gol in più dell’avversario?. Sui suoi maestri in panchina disse: “Ne ho avuti tanti: Erikson, Liedholm, Bianchi, Vicini. Però le etichette preferisco guadagnarmele sul campo?.
Schierò il suo Foggia con un offensivistico 4-3-3, ma in Puglia il Principe non ebbe la fortuna che auspicava lui, e lo stesso Coccimiglio: a gennaio, in seguito alla sconfitta al Benelli di Pesaro, maturata nel corso della penultima giornata del girone di andata, l’imprenditore toscano allontanò Giannini, dopo averlo difeso a spada tratta in più circostanze, a dispetto dei mugugni e delle contestazioni all’indirizzo dell’ex romanista.
La squadra venne affidata a Massimo Morgia, il quale esordì proprio al Riviera delle Palme la sera del 17 gennaio (Samb-Foggia 1-1; era il posticipo della seconda giornata del girone di ritorno).
Giannini salutò la città pugliese con un bottino in classifica pari a 22 punti, frutto di cinque vittorie, sette pareggi e sei sconfitte, una delle quali maturata allo Zaccheria nel corso del debutto casalingo al cospetto della Samb (0-1, decise Mariano Bogliacino al 91’). Diciassette i gol fatti, sedici le reti subìte.
Adesso la scommessa in riva all’Adriatico. I tifosi rossoblu si augurano che quello appena consumatosi sia l’ultimo ribaltone in seno alla Beneamata.

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