SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Metropolitana di superficie, arretramento dell’A/14, bretella collinare. Queste alcune delle idee che i politici nostrani ciclicamente vagheggiano per salvare la Riviera dalla morsa del traffico. Miraggi, solo miraggi, se pensiamo che la viabilità cittadina è ‘soffocata’ ancora oggi da veri e propri ‘residuati post-bellici’, che ‘fermano’ San Benedetto al passato più che proiettarla verso il futuro. Uno di questi è sotto gli occhi di tutti quei malcapitati che si trovano a dover attraversare con la propria auto la Statale 16: è il passaggio a livello situato a Porto d’Ascoli, in zona Agraria, un autentico ‘tappo’ per la viabilità cittadina.
Provare per credere: nel disgraziato caso di abbassamento delle sbarre, per percorrere il tratto di statale che va dalla rotatoria, posta nei pressi dell’entrata per la superstrada Ascoli-Mare, fino al centro abitato di Porto d’Ascoli occorrono in media 30 minuti. Mezz’ora d’immersione totale nella morsa del traffico che costringe centinaia, migliaia di automobilisti a veder sfilare un ‘trenino’ che trasporta i pendolari dall’interno alla costa a velocità di crociera. Tutto ciò avviene quotidianamente in un’area densamente trafficata e a forte espansione commerciale. Giova ricordare che San Benedetto è l’unica città in provincia che ha sulla statale Adriatica un passaggio a livello.
Rimedi? L’Amministrazione provinciale mesi fa aveva promesso tempi rapidi per la soluzione dell’annoso problema con la realizzazione di un sottopasso, annunciando contestualmente di aver stanziato 110 mila euro per elettrificare il tratto ferroviario che interessa San Benedetto e Ascoli, primo passo verso la nascita del progetto definitivo della metropolitana di superficie.
Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul, ma resta il fatto che quelle assurde sbarre biancorosse sono ancora lì.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 532 volte, 1 oggi)