SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Va in archivio anche questo atipico turno infrasettimanale che segna la fine del girone di andata. Tempo di bilanci naturalmente per le compagini della divisione A.
Giornata, la numero diciassette, che ha regalato qualche sorpresa. Non a Padova, dove i biancoscudati, mai perdenti all’Euganeo, hanno superato, anche se a fatica, l’ostacolo Samb, grazie ad un colpo di testa di La Grotteria, il quale sta tenendo in apprensione i tifosi veneti, visto che è assai conteso in sede di calciomercato (su tutte Atalanta e Mantova).
Se gli uomini di Pellegrino agganciano il terzo gradino in classifica, la compagine di Luciano Zecchini sprofonda al terz’ultimo posto. Ben poco consolante per i rossoblu dividere la ‘poltrona’ con il Ravenna, che vincendo, a sorpresa, sulla vicecapolista Spezia, guadagna tre punti ai marchigiani.
Un dato su tutti faccia riflettere in casa rossoblu: si resta a secco di gol da tre domeniche (dalla trasferta di Genova, per intenderci). Della serie: insieme alla difesa comincia a scricchiolare anche l’attacco, che a dire il vero non segna (e non incamera punti) lontano dal Riviera dalla seconda giornata, quando la banda Galderisi sbancò il Comunale di Teramo.
Per Martini e soci in ogni caso la domenica, seppure foriera di quei segnali di ripresa avvertiti nell’ultimo periodo, è da dimenticare, alla luce dei risultati delle squadre che concorrono alla salvezza.
Vincono infatti, oltre al citato Ravenna, il Novara, che capitalizza al meglio una rete di Rubino in quel di San Marino (oggi tra l’altro l’attaccante azzurro si è spostato a Firenze), la Salernitana, anch’essa corsara; a Sesto San Giovanni, la squadra di Trainini paga l’espulsione del portiere Borghetto che spiana la strada ai granata, i quali centrano la prima vittoria in trasferta e soprattutto regalano ossigeno alla propria classifica.
Primo successo, in assoluto però, per la Fermana, che al Recchioni liquida il Lumezzane e spezza il tabù in essere da inizio stagione. Tre punti che se anche non servono a far abbandonare ai canarini l’ultimo posto, potrebbero avere una grande valenza in prospettiva, specie in termini di morale e fiducia per la truppa di mister Sciannimanico.
Tornando alle alte sfere, la capolista Genoa si fregia del titolo di campione d’inverno nonostante i pareggio casalingo col Teramo. Se il Grifone conferma l’imbattibilità che dura dalla stagione passata (trenta turni senza sconfitta), gli abruzzesi mostrano di che pasta sono fatti: non male pareggiare là dove, allo stadio Luigi Ferraris, nessuno – Pizzighettone escluso (sul neutro di Torino però) – aveva sinora raccolto punti.
Pizzighettone e Monza, dove l’avvio di stagione scoppiettante, continuano a marciare col freno a mano tirato: due pari ieri per le matricole lombarde, rispettivamente contro Cittadella e Giulianova. La zona play off è ora distante rispettivamente quattro e cinque punti.
Occasione gettata per il Pavia, che poteva migliorare il terzo posto in casa della Pro Patria. Allo Speroni invece esce il segno X dopo una gara equilibrata; i bustocchi si portano una lunghezza al di sopra della zona play out, mentre la banda Torresani resta sulla scia delle liguri Spezia e Genoa.

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