*Carissimi, l’arrivo delle feste natalizie e di un nuovo anno suscita sempre un vivo senso di attesa e di serenità, anche quando le situazioni personali e sociali possono non essere esenti da qualche preoccupazione e da difficoltà. Dovrebbe essere sempre questo il clima, che prepara la venuta di momenti tradizionalmente ricchi di emozioni umane e densi di valori religiosi, come sono le giornate delle grandi festività del Natale del Signore.
Oggi però il futuro sembra suscitare più ansie che gioie, più preoccupazioni che attese, più paura che felicità. Oggi il nostro mondo tanto ricco di cose, spesso superflue, e di novità, talvolta frivole e vuote, si presenta come povero di speranza e di valori, quando ben sappiamo che senza speranza non è possibile vivere serenamente. Anzi, senza speranza non è possibile vivere.
Nella notte santa di Betlemme 2000 anni fa risuonò un annuncio chiaro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore? (Luca 2,10-11).
Il Messaggio natalizio è essenzialmente un annuncio di gioia. Si tratta di un invito a non avere paura, rivolto a tutti senza distinzioni e fondato su un fatto preciso: è presente in mezzo a noi, in questo nostro mondo, uno che può donare realmente quella liberazione, da tutti desiderata e che è per tutti motivo di felicità.
Come si può facilmente cogliere, il messaggio natalizio contiene qualcosa di estremamente umano, di cui non possiamo fare a meno e che permette ad ogni persona di vivere la propria realizzazione, alla quale ardentemente aspira con tutte le proprie forze.
Come i pastori di Betlemme e come i Magi, venuti dall’Oriente, siamo chiamati per andare a vedere quello che è capitato e per metterci in adorazione di quel Bambino, che come figlio di Maria crediamo sia anche Figlio di Dio.
Questo Bambino ha cambiato la strada ai Magi, quando lo trovarono, e può fare cambiare la vita anche a ciascuno di noi. Può togliere dalla nostra esistenza quelle paure, che spesso ci invadono, e può riempire quei vuoti interiori che ci tolgono la voglia di vivere. Quel Bambino ha parole di vita, che non ingannano, e dona quella speranza, di cui il nostro mondo ha ancora urgentemente bisogno.
Dunque “andiamo a Betlemme, vediamo questo avvenimento? (Luca 2,15), si dissero allora i pastori in quella notte. Anche noi oggi mettiamoci in viaggio, andiamo incontro a questo evento, cerchiamo il contatto con il Signore! Ecco l’invito che avverto sorgere nel cuore.
Propongo questo cammino a tutti e vorrei che ciascuno facesse la suggestiva esperienza, almeno per qualche momento, della bellezza dello stare con Gesù. Mi permetto di proporre questo, perché desidero ardentemente che ciascuno sia sereno nella sua vita e guardi al futuro con sicura tranquillità. Nessuno tema di incontrare il Signore, venuto in mezzo a noi per donarci speranza certa e gioia vera.
Buon Natale a tutti! E a tutti felice anno nuovo!
Con la mia benedizione
+ Gervasio Gestori Vescovo, S. Benedetto del Tronto, Natale 2005

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