SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se la Samb che viene vista in trasferta assomiglia ad un’Armata Brancaleone, quella casalinga sembra invece “maledetta?. Sei punti gettati al vento nelle ultime tre partite casalinghe, con rimonte clamorose subite e oggi, di fronte ad un Giulianova spaurito, gol sbagliati a ripetizione. Incredibile la sequenza di reti fallite, di cui due a porta vuota, Martini (da due metri) e Yantorno. Tre i pali colpiti, un gol annullato, un errore clamoroso di Perrulli (migliore in campo, ma poi sbaglia dopo aver avuto tutto il tempo di prendere la mira), Pepe (non ha il coraggio di tirare), mentre Scandurra sfiora il gol in due occasioni. A lato, almeno un’altra mezza dozzina di tiri che vengono sventati dall’ex “portierò? Stefano Visi o escono di un nonnulla.
Solo sfortuna? No, perché sono talmente tanti gli errori sotto rete da non poter essere addebitati al fato. C’è anche la sindrome da “braccino corto?, come dice mister Zecchini, applicando la metafora usata per i tennisti che hanno paura di segnare il punto della vittoria. C’è anche, infine, il timore per una classifica che fa paura. Zecchini afferma di non temere l’esonero (“Non sto a pesare il lavoro mediatico che viene fatto nei miei confronti?), e oggi, al contrario di Sesto San Giovanni, non gli si possono attribuire colpe particolari (se non il cambio ritardato di De Lucia).
Le soluzioni? Uno: andare a Padova schierando una formazione formato-Genova. Due: dimenticare, in particolar modo in riferimento a Martini e Perrulli, gli errori sotto porta. Terzo: sperare che il lavoro di Miele e Soldini possa invertire la rotta. Dietro cominciano a far punti anche squadre come Ravenna e Fermana. A San Benedetto nessuno è tranquillo.

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