SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Viva l’atletica, viva la Collection Atletica Sambenedettese. La nuova società del presidente Stefano Cavezzi, sambenedettese che vive tra la sua città natale, Ferrara e Bologna, si è presentata ieri alla stampa e agli sportivi, presso il Cinema Calabresi: “A 12 anni realizzai un libro con mio fratello e Patrizia Bruni dove erano presenti tutte le statistiche su trent’anni di atletica sambenedettese. Era il 1976. L’atletica è stato il mio primo amore, e ultimamente mi ero reso conto che viveva, a San Benedetto, un periodo difficile. Ci siamo messi sotto e adesso siamo pronti a ripartire?.
Grande entusiasmo da parte del neo-presidente e dai suoi collaboratori, fra i quali si notano alcuni volti storici dell’atletica rossoblu, tra i quali l’olimpionico Francesco Butteri; l’idea è stata quella di unificare le precedenti società esistenti, divise probabilmente da un’eccessiva rivalità, e tornare ad essere “una società ai vertici nazionali del settore?. L’organizzazione sembra improntata alla managerialità, e lo confermano le nuove tenute sociali indossate dai circa cento atleti già iscritti alla società, tra esordienti, ragazzi, cadetti, allievi, juniores e seniores.
“Pensare ad una rinascita dell’atletica a San Benedetto mi riempie di gioia? afferma l’altro olimpionico Armando De Vincentis, ascolano, attuale osservatore per conto della Nazionale Italiana: “Mi piacerebbe che mi segnalaste i ragazzi e le ragazze che hanno maggiore talento, in modo da poter dare il mio apporto ad un loro affinamento tecnico?.
All’incontro erano presenti anche l’assessore provinciale allo sport Nino Capriotti (“L’atletica è uno sport che supera qualsiasi steccato: il nostro compito è creare impianti sportivi e garantire la sicurezza di chi fa sport?), la funzionaria dell’ufficio sport del comune di San Benedetto Renata Brancadori (“Stiamo verificando come è possibile migliorare l’impianto di atletica?), e Franco Silvestri, che tra l’altro ha dichiarato, non senza un pizzico di campanilismo: “La gente di mare è più forte dei montanari?.
Non ci resta che augurare alla nuova società di raccogliere i risultati che si prefigge, ma soprattutto a loro (così come agli altri educatori sportivi) va il plauso perché svolgono una funzione sociale e di crescita importantissima per i giovani. Se poi si riuscirà a rinverdire i fasti che sono stati mostrati nel filmato di presentazione (l’allenamento allo stadio Ballarin, le gare in Italia, le ultime fotografie a colori), tanto meglio.

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