MARTINSICURO – L’idea nacque con un Accordo di programma fra Enti Locali piceni e teramani sottoscritto il 6 luglio 1998 per promuovere e attuare iniziative a sostegno di un Parco Marino del Piceno. Lo consentivano due importanti leggi: la 394/1991 sulle Aree protette e la 979/1982 che aveva stabilito cosa sono le «Riserve naturali marine», nel quadro di varie disposizioni per la difesa del mare.
L’incontro di sabato 17 dicembre a Martinsicuro – organizzato dall’amministrazione comunale, dalle Regioni marche e Abruzzo e dalle Province di Ascoli e Teramo, oltre a 12 Comuni dell’area costiera interessata – ha voluto approfondire motivazioni e opportunità che devono spingere istituzioni, associazioni, operatori economici e cittadini a rendere al più presto operativa questa area protetta marina e costiera. «E i comuni sono già tutti a disposizione perché si lavori subito in tal senso», ha tenuto a sottolineare il sindaco di Martinsicuro Leonilde Maloni.
«Questo Parco Marino nasce da una “vecchia? idea che risale al triste periodo delle mucillagini di 10-15 anni fa – ha detto da parte sua il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi – ma da lì ora questa idea guarda al futuro. E fra qualche mese ci auguriamo e contiamo di festeggiare il decreto istitutivo».
Il programma di ricerca in tema di «Studio socio-economico dell’area proposta per l’istituzione del Parco Marino del Piceno»» è finanziato infatti dalla Provincia di Ascoli Piceno nell’ambito dell’iter amministrativo per l’istituzione del Parco Marino del Piceno. Lo studio, svolto dall’ISMAR di Ancona, reparto di Dinamica di popolazione, ha esplorato tutti gli aspetti socio-economici che saranno prodotti dall’istituzione di un’area protetta marina nella fascia costiera fra le province di Ascoli Piceno e di Teramo. Sono stati esaminati la popolazione e gli insediamenti urbani, le attività economiche principali, le attività e le strutture di accoglienza turistica. Grande attenzione è stata poi dedicata alla piccola pesca, che è il settore della pesca professionale che sarà più coinvolto dall’istituzione del Parco.
Grazie al contributo di esperti del mondo accademico, della ricerca universitaria e della consulenza professionale, in convegno di Martinsicuro ha prodotto una serie di utilissimi risultati, sia in termini di ricerca storia e culturale, sia di descrizione statistica delle principali attività economiche interessate.
Ne sono stati una dimostrazione ad esempio gli interventi di Andrea Staffa, Sovrintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, che ha parlato dell’«Antica città di Castrum Truentinum, eredità e risorsa comune fra marche e Abruzzo»; di Carlo Petretto, preside della facoltà di Scienze naturali dell’Università di Ferrara, che è intervenuto sul «Patrimonio culturale e ambientale nel contesto della società contemporanea»; di Giovanni Marrone, direttore della “Scuola Blu? di Martinsicuro e componente del Comitato consultivo del Parco Marino del Piceno, il quale ha spiegato la necessità di un «Controllo dei bacini idrografici, per una migliore qualità dell’area costiera picena»; di Carlo Froglia, ricercatore del CNR-Ismar di Ancona, che è intervenuto sulla «Gestione razionale delle risorse ittiche, nell’ambito del Parco», oppure ancora di Pierfrancesco Ciaralli, presidente degli operatori turistici di Martinsicuro, che ha illustrato «I benefici per il turismo derivanti dal Parco Marino del Piceno».

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