SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Incomprensibile. Avevamo avuto dei dubbi già il giorno precedente Pro Sesto-Samb, quando si preventivava il ritorno di Scandurra da titolare e quindi il cambiamento dello schema di gioco che finalmente, a Genova, aveva mostrato una squadra gagliarda e padrona del gioco. Ma a Sesto San Giovanni, in quest’angolo settentrionale di Milano, sotto gli occhi del precedente allenatore Galderisi, si è passato il segno: due punte con Perrulli e Yantorno alle spalle, difesa non più a cinque ma a quattro, il buon Colonnello in panchina, Gazzola confermato.
Probabilmente le continue pessime prestazioni e la fiducia che San Benedetto ha riservato a Zecchini al momento della sua nomina hanno fatto passare in secondo piano quello che ieri è accaduto a Sesto San Giovanni. “Il materiale è quello che è?, si dice. È vero. Ma è anche vero che pochi giorni fa, a Genova, probabilmente per la prima volta in campionato e nella partita più difficile, la Samb non è sembrata “la banda del buco? a cui ci siamo abituati.
Chi scrive non è un amante del catenaccio. Contropiede o gioco arioso, l’importante è che, con gli uomini a disposizione, si cerchi di ottenere il risultato migliore. E dato che, specie in trasferta, la Samb non segna da 6 partite consecutive (tutte sconfitte nette) mentre di gol ne ha presi 13, avevamo da tempo caldeggiato l’idea di un cambiamento.
Dopo il doppio k.o. con Salernitana e Cittadella, Zecchini ha cominciato a pensarci, giustamente: ecco la difesa a cinque, anche se i gol sono arrivati lo stesso. A Genova, la piccola trasformazione: assente Scandurra, si è giocato con il solo Martini in attacco, e Perrulli e Yantorno come guastatori. Dietro, invece, compatti e chiusi, con il positivo rientro di Colonnello. Insomma: quello che chiedevamo da tempo.
Cosa ti combina, allora, Zecchini? Passi per l’assenza di Faieta, ma la contemporanea riproposizione del duo Scandurra-Martini in attacco (con due centrocampisti offensivi dietro), e la strana eliminazione della difesa a cinque (con la conferma di Gazzola, autore di una prestazione deficitaria anche a Genova, mentre Colonnello è rimasto in panchina), sono, a parer nostro, incomprensibili.
C’è qualche cosa che non va in questa Samb, e sicuramente il futuro di Zecchini si deciderà, prima ancora che della trasferta di Padova, già domenica prossima, nella disperata sfida con il Giulianova. Una nostra impressione, forse sbagliata: i due allenatori che si sono intervallati quest’anno alla guida della Samb hanno dimostrato una totale differenza di comportamento.
Mentre Galderisi, al termine della partita, sembrava soffrire anche fisicamente per i risultati dell’incontro, tutto sembra scivolare con la massima calma addosso a mister Zecchini. Persino dopo uno 0-4 non è sembrato granché preoccupato. A volte è un merito, è vero. A volte.

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