SESTO SAN GIOVANNI – Davanti agli occhi del suo ex allenatore, quel Giuseppe Galderisi detentore della panchina rivierasca per otto giornate – venne sostituito dopo il ko di Pavia (16 ottobre) – e che aveva racimolato in classifica 12 punti, la Samb ritorna in sé: dopo la bella prova sfornata a Marassi, appena tre giorni fa, stecca malamente il recupero di Sesto San Giovanni, disputando una delle peggiori partite della gestione Zecchini.
Martini e soci erano chiamati a rinfocolare speranze d’alto lignaggio, a corroborare le smanie play off della nuova dirigenza e invece oggi hanno prestato il fianco ad una squadra, quella guidata da Giovanni Trainini, che specie nel primo tempo ha fatto il bello e il cattivo tempo.
I rivieraschi sono andati al tiro in un paio di circostanze, con conclusioni peraltro assolutamente da dimenticare (al 10’ Yantorno e al 37’ Martini), di contro i biancocelesti hanno letteralmente preso a pallonate Rosati, il quale ha risposto alla grande in almeno tre occasioni all’incontenibile Sansovini – cliente oggi scomodissimo per l’addormentata difesa rossoblu – oltre ad aver dovuto ringraziare la traversa che lo ha salvato dal tiro di Zattarin (17’).
Viene ora da chiedersi se Luciano Zecchini, che ha sorprendentemente cambiato modulo dopo la positiva prestazione di Genova – accantonato lo schieramento difensivo a cinque uomini, per tornare al consueto 4-4-2 -, rischi qualcosa.
Per intanto sul piatto della bilancia pesa come un macigno il divario di punti incamerati rispetto al predecessore Nanu Galderisi: 12, come detto, quelli messi a referto dall’ex Viterbo, appena 5 quelli griffati dal ‘Zec’, a fronte di una sola vittoria, due pareggi e quattro sconfitte; tolta quella del Ferraris, una più brutta dell’altra.
Non sono serviti, a inizio ripresa, nemmeno i correttivi apportati dal tecnico di Forlimpopoli, vale a dire gli innesti di Colonnello, De Lucia e Pepe in luogo di Gazzola, Scandurra e Yantorno; il copione è cambiato di poco, se non nel fatto che i padroni di casa hanno badato più a contenere, alzando il piede dal pedale dell’acceleratore, rischiando poco o nulla di fronte ad una Samb priva di idee e poco propensa alla battaglia.
Seppure il risultato, in termini strettamente numerici, non abbia stavolta i connotati dei tracolli contro Salernitana e Cittadella, la sconfitta è di quelle ineccepibili. Nel nostro taccuino, al termine dell’incontro, non compaiono azioni degne di nota di marca rossoblu. Segno inequivocabile della pochezza della Samb odierna.
Più che a Zecchini o all’impianto di gioco però, crediamo che lo scempio andato in onda allo stadio Breda vada addebitato ai giocatori che se tre giorni fa, al cospetto del blasonato Genoa, parevano indiavolati, oggi andavano valutati alla stregua di tanti agnellini impauriti, in un match nel quale invece si doveva tentare la carta da tre punti. Un problema di testa dunque. O di motivazioni? Forse che la Pro Sesto, rispetto al Genoa, non debba generare i medesimi stimoli ad una compagine invischiata nella zona play out?

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