SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il pubblico e il privato devono occuparsi di fornire una formazione sempre più adeguata ai professionisti della sanità. Oggi la preparazione è più sul versante burocratico che sul versante concreto. Questo convegno, sicuramente, fornisce una notevole qualità formativa concreta..? Con queste parole del dott. Maurizio Belligoni, direttore dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale-Zona territoriale 12, si sono aperti i lavori di un corso di educazione continua in medicina dal titolo “La chirurgia protesica mininvasiva: indicazioni e limiti, assistenza infermieristica e riabilitazione?
promosso ed organizzato dalla SANIT di San Benedetto (Presidio ambulatoriale di recupero e rieducazione funzionale, convenzionato ASUR) il 26 e 27 novembre scorsi, alla Sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi. “Sul settore della formazione puntiamo molto-hanno affermato i titolari SANIT, Gianluca Passerini ed Andrea Eusebi- C’impegniamo per cercare di formare figure molto qualificate atte a migliorare la qualità dei servizi sanitari ai pazienti?.
Oltre 100 iscritti, provenienti da tutta Italia, hanno subito risposto all’invito rivolto loro dalla SANIT seguendo con grande interesse le relazioni di chirurghi, ortopedici, bioingegneri, infermieri e fisioterapisti presenti ed operanti in Istituti all’avanguardia nel trattamento degli arti. I relatori, il Prof. W.Pascale, responsabile di Artroscopia e Chirurgia del ginocchio presso l’Istituto ortopedico “R.Galeazzi? di Milano, la dott.ssa M.G.Pignati, medico alla Casa di Cura “Villa Anna? di S.Benedetto e alla Clinica “Malatesta Novello? di Cesena, il Prof. L.de Vecchis, direttore sanitario SANIT, il Prof. A.Romani, il Prof. R.Pietrabissa, il Prof. G.Mineo,?, il dott. S. Bartolomei, primario responsabile della div. di Ortopedia del “Villa Anna?, il dott. P.Campagnoli, il dott. V.Rosini, medico legale, il dott. L.Lupi, medico ASUR, Zona 11-Petritoli, il dott. G.Magon, e la sig.ra L.Ronzulli, hanno, allora, relazionato, molto approfonditamente e secondo le loro competenze, sulle prospettive qualitative e biotecnologiche di questo tipo di chirurgia facendo emergere la necessità di adottare l’uso di protocolli infermieristici e fisioterapici particolari per garantire la qualità nelle strutture sanitarie.
“Le operazioni chirurgiche che eseguiamo ormai da tempo- ha precisato il dott. Pascale nel suo discorso- sono molto complesse, richiedono un’avanzata tecnologia e un aggiornamento medico continuo e per la riabilitazione totale del paziente, perché questo è importante, di questo dobbiamo preoccuparci soprattutto; è indispensabile un lavoro preciso e mirato fatto prima e dopo questi interventi delicati da professionisti preparati. Quindi ben vengano corsi del genere rivolti non solo ai soliti medici ma a queste categorie sanitarie.?

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