Centobuchi. C’era una volta un piccolo paese, siti nel cuore della Vallata del tronto il cui nome era Centobuchi. Il paese era davvero piccolo, pochi erano gli abitanti, poche le case circondate da vaste distese di campagne e spazi verdi.

Il tempo passò, ed il paesino pian pianino diventò sempre più grande, gli spazi verdi diminuirono sempre di più, le case e le fabbriche crebbero a vista d’occhio e la popolazione aumentò.

I bambini non sapevano più dove andare a giocare, gli anziani si ritrovarono chiusi, soli in casa. E così qualcuno costruì per accontentarli, un gran belle parco nel cuore del paese. Tutti sembravano contenti e soddisfatti ma non era così per tutti infatti i piccoli che non abitavano nella vicinanze del parco erano tristi poiché non erano abbastanza grandi per poter attraversare la salaria e raggiungere gli amici.

Gli anziani che a causa degli acciacchi dell’età o delle piccoli grandi malattie che li affliggeva non erano capaci di poter fare perfino quelli che per noi sono brevi tragitti. Così nonni e bambini pur di non stare soli a casa si ingegnarono e costruirono un loro parco alternativo adattando un cortile di casa, una panchina, un pallone, degli alberi per potersi ristorare dal caldo.

I bambini giocavano tranquilli, gli anziani si distraevano guardandoli giocare e chiacchierando tra loro fino a quando qualcuno di decise di costruire una casa vicino al cortile ed al fosso. Nel costruire la casa fu necessario costruire un piccolo ponte per poter attraversare il fosso e fu necessario costruire una strada fu necessario abbattere un albero e sarà necessario costruire una rotatoria per smistare il traffico…

Tutto ciò rese impossibile ai bambini di continuare a giocare sotto casa e gli anziani seduti alla solita panchina ora ammirano il cemento e i camion necessari per costruire il ponte…
E tutti vissero infelici e scontenti.

Nella speranza che questa storia non finisca così noi siamo andati a sentire il parere di un cittadino che gentilmente ha risposto alle nostre domande,la signora Grazia Giovannelli.
A:Buongiorno, lei che abita proprio in via Foscolo potrebbe spiegarci cosa è accaduto?
B: Si, certo. Come ben sa alcune settimane fa, le bambine hanno festeggiato a scuola la giornata dell’albero. Giorno in cui le maestre, per sollecitare i bambini a sensibilizzarsi nei confronti dell’ambiente e al rispetto di esso, hanno fatto piantare degli alberi a dei bambini.
Qualche giorno dopo, le mie figlie, hanno visto l’abbattimento dell’albero di fronte casa.
Probabilmente l’albero era da intralcio per la costruzione del ponte ma, eravamo certi che l’avrebbero spostato non abbattuto con la moto sega. Avevano già scavato intorno all’albero stesso, l’unica cosa che restava fare era sfilarlo e piantarlo al parco per esempio.
A:Erano legittimati ad abbatterlo?
B: Si, dal comune c’è una delibera che spiega che non essendo un albero secolare e non essendoci soluzioni alternative per evitare l’abbattimento esso va abbattuto, come se spostarlo non fosse una soluzione.
A: Era importante l’albero per voi?
B: Guardi, si certo l’albero era parte del vicolo, i bambini vi giocavano intorno e sicuramente le mie figlie sono perplesse quando prima vanno a piantare alberi e poi dopo li vedono abbattere. E la costruzione del ponte comporterà l’aggiunta di una strada che si collegherà alla scuola media.
Verrà inoltre costruita una rotatoria insomma i bambini non potranno di certo giocare sotto casa come un tempo. Non so se avvarranno presto le modifiche dello stradario ma io come tutti gli abitanti del mio palazzo che da 20 anni abitano qui, stiamo aspettando che il Comune abbia tempo e voglia di costruirci il marciapiede da noi atteso.
A: Vuol dire che in 20 anni il Comune non ha ancora costruito un marciapiede?
B: Sembra pazzesco ma è così.
A: La ringrazio, le prometto che andremo a chiedere in Comune delucidazioni a riguardo…
Appuntamento a tutti alla prossima puntata…

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