SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vita dura per il Grottammare. Le due vittorie consecutive sembravano aver ridato quella speranza per la salvezza invece sono state una amara illusione. In quattro giorni i biancoazzurri sono stati protagonisti di due sconfitte, il cammino per non retrocedere appare quasi come un miraggio ma se i ragazzi del tecnico Amaolo riportassero un risultato positivo con la Renato Curi Angolana, tutto cambierebbe.
Riscatto per il Centobuchi. La battuta d’arresto di sette giorni fa è stata ininfluente per la classifica anche se la Biagio Nazzaro ha rosicchiato, in quel frangente, un punto. Tuttavia la squadra di mister De Amicis è pronta a tornare determinata e spietata già con la Vigor Senigallia. Un occhio di riguardo sempre alla diretta inseguitrice visto che i punti di distacco sono fermi a tre.
Pure per la Cuprense si parla di un week end di rivincita. Contro la Filottranese, ultima in graduatoria e mai trionfatrice, la gara si prospetta delicata. I gialloblu sono a tre lunghezze dalla zona play off per cui chiudere il girone d’andata con il raggiungimento di tale posizione significherebbe un appoggio concreto per il nuovo anno e l’inizio di un suo consolidamento.
È derby tra Acquaviva e Porto d’Ascoli. I ragazzi di mister Travaglini stanno attraversando un momento positivo dettato dalla venuta dei risultati diretta conseguenza della concretizzazione delle occasioni che vengono create. Se il campionato finisse ora, sarebbero salvi anche se consapevoli che il sest’ultimo posto non garantisce la salvezza ma un aiuto per arrivare ad essa.
Il Porto d’Ascoli, dall’altro canto, è in piena zona promozione seppur condivisa con l’Offida. La squadra del tecnico Grilli non in perfette condizioni fisiche ottiene ugualmente buoni esiti a dimostrazione della convinzione e della determinazione dell’intera rosa. Il derby con l’Acquaviva è lo stimolo giusto per i biancocelesti al fine di confermare la quinta posizione.
La Ripa in queste ore sta definendo quale allenatore siederà sulla panchina per dirigere la gara con il Petritoli. Dopo l’addio consensuale di Antognozzi, la toccata e fuga di Palanca, la dirigenza amaranto sta scegliendo tra i tecnici a disposizione (è Giancarlo Cesari il nome più ricorrente) quello idoneo a risollevare le sorti di una squadra potenzialmente capace ma mentalmente fragile per mancanza di risultati e di una classifica inetta alla forza posseduta.

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