Politica. E’ iniziata (un paio di mesi fa) tra le maggiori forze politiche sambenedettesi, una gara ad handicap verso la candidatura a sindaco. Non passa giorno senza che le due coalizioni (ha senso ancora chiamarle così?) non si facciano male da sole. Partiamo da Sinistra. Le Primarie che dovevano unire e quindi rafforzare il candidato Giovanni Gaspari (un premio che lui aspetta da tempo dopo tanta gavetta) hanno fatto sorgere franchi tiratori, i quali hanno avuto la furbizia di partire in sordina per poi piazzare un altro concorrente (Benigni) in grado di mettere paura (a ragione o a torto non so) a chi credeva che l’unico dubbio da sciogliere era quello tradizionale: Gaspari-Colonnella. Secondo handicap: Paolo Virgili. Rifondazione non ha gradito il suo comportamento da cavallo sciolto e lo ha censurato. Senza entrare nel merito di chi ha ragione è chiaro che il ‘caso’ ha fatto più male che bene all’Unione (altra definizione oggi apparentemente fuori luogo). Da Destra. Non bastava l’handicap naturale procurato dalle dimissioni del sindaco Domenico Martinelli, che ora ci riprova (Martinelli uscirà comunque soddisfatto dalla competizione elettorale perché ritengo che il suo scopo principale sia quello di far parte del Consiglio comunale. Aveva cominciato a prendere gusto con la politica ed ha qualche sassolino fastidioso nelle scarpe). Altro problema, Fi non sa più che pesci pigliare. E’ consapevole del fatto che, sia che si metta dalla parte di Martinelli che da quella di An, le speranze di raggiungere l’obiettivo sono minime, quasi zero. Tutti insieme sarebbe diverso. Per una forza abituata a vincere, bella non è. Stesso discorso per An che, però, una scelta l’ha già fatta: non gli interessano i voti ‘martinelliani’ e le sue speranze sono relegate nella coalizione tra due ipotetici colossi, loro e Fi. Che non basterà se non riusciranno a scovare al loro interno l’uomo giusto che sappia raccogliere voti anche tra gli indecisi. Insomma la situazione non è rosea per nessuno. I cosiddetti partiti piccoli potrebbero approfittarne soltanto se trovassero l’asso. Per spiegarci meglio: un uomo alla Dardari (stimatissimo ex pimario ospedaliero di radiologia) che se, a suo tempo, avesse accettato la proposta di candidarsi a sindaco, avrebbe sbaragliato tutti. C’è?
Samb. Giovedì prossimo rischia di trovarsi dietro soltanto la Fermana. Visti i precedenti, infatti, a Genova e Sesto San Giovanni non dovrebbe avere scampo dopo che nelle ultime due gare non ha saputo sfruttare nemmeno la buona sorte che, in questi casi, poi ti abbandona. Mi affido alla volubilità del calcio e… alla sicurezza di vincere che avranno Genoa e Pro Sesto. La situazione non sta precipitando soltanto perché il cambio societario dà sempre nuove speranze. Speranze che però stentano a decollare e la cosa mi sembra più che giusta. Speriamo bene.

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