SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Genoa-Samb. Le due rossoblu, una ligure, l’altra marchigiana, non si sfidano dalla stagione 1988-’89 (1-0 a favore dei padroni di casa), nel corso dell’ultimo torneo cadetto disputato dall’ex reginetta dell’Adriatico. Torna domenica una delle classiche del campionato di B. Confronto anche fra tifoserie di spessore.
Un incrocio che i più giovani considereranno inedito, ma che ha lasciato, nella mente dei più vecchi, il fascino inalterato del calcio di una volta. Così distanti, geograficamente parlando, la Cioffi e la Gradinata Nord, ma per certi versi così vicine. Genoani e sambenedettesi condividono infatti i medesimi colori, un’identica natura ‘marinara’ e quella concezione ultras tipicamente anni Ottanta, tutta sostanza.
Onda d’Urto e soci, nonostante il momento di difficoltà – derivante dalle diffide piovute sul gruppo negli ultimi tempi, specie quella che proprio ieri ha colpito il leader indiscusso del teschio alato – siamo certi che onoreranno, come al solito, l’impegno e faranno la loro figura nella tana del Grifone, al cospetto dello stadio più imponente e della curva più prestigiosa della divisione A.
Per far luce sui rapporti intercorrenti tra le due tifoserie – non è mai facile decifrare simili questioni, specie se concerne sfide che non si giocano da ormai tanti anni – siamo andati a scomodare uno degli ex militanti di spicco della Fossa dei Grifoni, gruppo che ha fatto la storia dell’intero panorama ultras nostrano (avremo peraltro modo di parlarne più diffusamente domani, nel corso del consueto appuntamento della scheda di presentazione del Genoa, ndr).
Mauri, 41 anni, una vita allo stadio – “a 6 anni mio padre mi portava in tribuna, a 12 muovevo i miei primi passi nella Nord?, rivela con un filo di orgoglio misto a nostalgia – continua, nonostante la sua Fossa si sia sciolta da ormai più di dodici anni, a seguire il Grifone. A Marassi e fuori. Anche in C, come fanno gli oltre 16.000 di media che tra le mura amiche sinora hanno dato sostegno alla squadra di Giovanni Vavassori.
Non si sente di appartenere ad un gruppo in particolare, ammettendo di essere molto vicino a tutti i gruppi della Gradinata genoana, senza distinzioni. Invitiamo lui, che non smetterebbe mai di parlare di quel mondo ultras a cui in sostanza ha dedicato tutto se stesso, di cavar fuori, dal cassetto della memoria, il nome Samb.
“Non rammento particolari episodi di attrito – esordisce Mauri – Semmai da parte nostra, lo avverto anche nei più giovani, c’è molta curiosità di incontrare una curva con la quale non ci si confronta da ormai tanto tempo. E’ chiaro che parlo a titolo personale, ma non penso di sbagliare nell’affermare che vige il massimo rispetto tra le parti?.
Si faceva riferimento, in precedenza, a possibili similitudini tra le due fazioni ultras. Mauri conferma. “La stima non deriva solo dal fatto che, indubbiamente, la curva rossoblu sia di valore, ma anche perché, come la Gradinata Nord, conserva quello spirito e quel modo di essere ultras tipico degli anni Ottanta. Come noi i sambenedettesi sono rimasti ancorati al vecchio stile?.
Venendo a questioni più attuali, quale momento sta attraversando la Gradinata Nord?
“Anche noi – risponde Mauri –, come la stragrande maggioranza delle curve italiane, stiamo subendo l’ennesimo giro di vite attuato attraverso il tanto discusso decreto del ministro Pisanu. Il problema delle diffide è all’ordine del giorno. Il calcio nostrano, è risaputo, si sta preparando agli Europei del 2012?.
“Anche in serie C, comunque – continua l’ex Fossa dei Grifoni – il tifoso genoano, ultras e non, ha risposto alla grande. A livello di tifo si potremmo certo far meglio; in casa talvolta ci si esprime su livelli mediocri, mentre in trasferta si canta in pochi, ma è pur vero che era quasi impossibile non accusare il notevole colpo del doppio salto all’indietro, dalla splendida cavalcata in A dell’anno passato, alla C, assaporata solo in un’altra circostanza (1970-’71, ndr). Credo insomma che il quadro generale sia positivo, soprattutto alla luce del fatto che la tifoseria pensava di poter finalmente tornare in A dopo dieci lunghe stagioni?.

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